Ven. Ago 19th, 2022

È finito il tempo in cui i partiti avevano il loro elettorato di riferimento e avevano dalla propria collegi blindati dove poter far eleggere i big del partito. Oggi esiste uno scollamento totale di una società che frana progressivamente di posizioni. Il cittadino non è più legato ideologicamente a questo o quel partito. Questa epoca qui è terminata da un pezzo. Gli unici che sembra non accorgersi dei quello che gli succede intorno sono i partiti, che da una loro visione contorta credono ancora all’affezione degli elettori.

A fine elezioni le cose peggioreranno notevolmente, e il disinteresse dei cittadini italiani nei confronti della politica si allungherà sempre di più. Sono in tanti a credere prima del voto che ci ritroveremo al punto di partenza, con un nuovo premier pro tempore poiché le urne, con questa legge elettorale, potrebbero restituire lo stesso scenario avuto nella legislatura appena trascorsa. Mi sembra che lo spazio per la politica, intesa come luogo di compensazione dei problemi, non serva più.

Tutti questi preamboli spingono sempre di più i cittadini lontani dalle urne. Non esiste più il tempo della DC, PCI, PSI, che avevano un elettorato ben radicato. Anche dopo la fine della seconda repubblica l’elettorato si è spostato di qua e di là, ma è rimasto fedele agli ordini dei partiti. Oggi non è più così. I partiti non hanno più gli elettori in mano, non li pilotano più. Un cinquanta per cento non va a votare, l’altro cinquanta, sceglie, decide, e dopo valuta chi votare, ma non si fa incantare dalle invettive lanciate in campagna elettorale dai leader dei partiti.