Lun. Mag 23rd, 2022

Anche il capo dello stato Sergio Mattarella ha sottolineato che il problema principale dell’Italia è il lavoro. Mai come oggi il lavoro è una delle più gravi piaghe sociali dal dopoguerra. Colpisce indistintamente il nord e il sud del paese, anche se nel mezzogiorno il problema è ancora più grave. L’emorragia lavorativa sta portando tante persone a lasciare l’Italia. Il sud si sta spopolando come successe nel novecento, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Le nuove classi dirigenti sono riuscite a riportare indietro l’Italia di ben ottanta anni.

La vera immigrazione è quella degli italiani. Sono ben 800mila le persone, perlomeno quelle censite, che negli ultimi dieci anni hanno lasciato il bel paese andandosene verso l’estero. Un flusso di persone, specialmente giovani laureati, che hanno deciso di lasciare l’Italia per dare delle risposte alla propria vita. L’Italia non offre più nulla, è un paese logorato da una crisi spaventosa e con una classe politica che non ha idee come far uscire l’Italia dalla situazione in cui si trova. Sanno solo correre dietro al cancro Europa, ma non guardano cosa succede dentro le mura domestiche.

Le chiacchiere dei politici si vendono a buon mercato. Finora hanno saputo fare solo proclami, ma non hanno prodotto nulla di concreto per evitare questa emorragia di fughe impressionante. Si concentrano, specialmente le morenti sinistre, sull’immigrazione straniera facendo propaganda giornaliera dimenticando che in casa loro hanno un paese in fuga.

Si fugge perché in Italia non c’è più speranza. Ma i politici continuano a pensare a cose futili, senza senso, inefficaci per risolvere i problemi italiani.