Lun. Mar 4th, 2024

Non sarà un voto solo per le europee. In Italia si vota in una regione, il Piemonte, poi si vota nella metà dei comuni italiani. Un test elettorale per i partiti di governo, ma anche per le opposizioni, che possono capire che via devono prendere. Il test più importante è per il M5S, che vede il comune di Livorno al voto, e qui si gioca molto della sua credibilità di amministratore pubblico. Perdere Livorno significa mettere il movimento fuori gioco per il futuro nelle amministrazioni comunali.

Ventisette capoluoghi di provincia, tra cui cinque anche capoluoghi di regione: Bari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza. E poi Bergamo, Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Forlì, Livorno, Prato, Pescara e Foggia. Ed è proprio nella rossa Emilia, dove i 235 comuni in cui si vota sono per il 90% governati dal centrosinistra, e dove la lega spera di fare razzia di voti. L’occhio è puntato molto sulla città di Ferrara governata dalla sinistra dal 1945, dove la Lega è passata dal 3,3 del 2014 al 18 delle Politiche. Ora dopo i due mandati del sindaco Pd Tiziano Tagliani, la sfida è tra il capogruppo del Carroccio in Regione Alan Fabbri, appoggiato anche da Forza Italia, Fdi e da alcune civiche, e Aldo Modonesi, esponente del centrosinistra sostenuto dal Pd.

Poi ci sono tanti altri piccoli comuni che vanno al voto, dove ognuno cerca di portare a casa un risultato significativo. Quindi il turno elettorale di domenica 26 maggio non è solo una corsa per le europee, ma è un test che permette di guardare con attenzione cosa succede in casa nostra, e dove l’elettorato locale punta la sua scelta.