Mar. Dic 6th, 2022

Dal mese di novembre non siamo riusciti a frenare la corsa del virus. È stata una convivenza forzata che ha penalizzato esclusivamente pochi settori, tra questi c’è il mondo del terziario, che nel periodo della pandemia riduce la quota di valore aggiunto del terziario di quasi il 10% nel 2020 (-9,6% rispetto al 2019).

Non solo il terziario, c’è il mondo del turismo che ha fermato la sua corsa e vede il settore alberghiero in affanno. In molte città sono tanti gli alberghi che hanno deciso di non riaprire più. Gli effetti della pandemia hanno impattato anche sui consumi con quasi 130 miliardi di spesa persa, di cui l’83%, pari a circa 107 miliardi, in soli quattro settori: abbigliamento e calzature, trasporti, ricreazione, spettacoli e cultura e alberghi e pubblici esercizi. Una catastrofe che ha colpito tutti questi settori portandoli ad una sofferenza economica molto difficile da ripianare nei prossimi anni.

“Occorre che il Piano nazionale di ripresa e resilienza dedichi maggiore attenzione e maggiori risorse a sostegno del terziario perché senza queste imprese non c’è ricostruzione, non c’è rilancio”: così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta il rapporto dell’Ufficio studi della confederazione sulla crisi del terziario di mercato.

Quanto alle conseguenze sull’occupazione, i servizi di mercato registrano la perdita di 1,5 milioni. Nel 2020, rispetto all’anno precedente, all’ulteriore riduzione di 512mila unità di lavoro standard nell’industria, si aggiunge la perdita di 1,5 milioni di unità nei servizi di mercato (considerando gli altri comparti si giunge a -2,5 milioni di Ula circa). Infine, per quanto riguarda l’evoluzione delle imprese per forma giuridica, il rapporto dell’Ufficio studi Confcommercio segnala che negli ultimi 10 anni si è registrato un progressivo e costante spostamento dal modello di ditta individuale a quello di società di capitali.

Alla luce di quanto scritto si può prefigurare un futuro pieno di incertezze. L’epidemia ha bloccato la crescita del paese causando enormi danni nel mondo del lavoro. Le misure adottate dai vari governi non hanno prodotto l’effetto sperato. Il futuro dell’Italia a fine pandemia sarà di enormi danni economici che si ripercuoteranno sullo stato e sull’intero popolo.