Gio. Lug 7th, 2022

Beppe Grillo è partito da zero per costruire un soggetto politico in contrasto con i vecchi schemi politici che hanno caratterizzato la prima e seconda repubblica. A Bologna lanciò quel vaffa dey che catturò l’interesse di molti cittadini italiani. Di corna negli anni ne ha cantate parecchie. È stato per molti anni il non politico più ascoltato d’Italia. Il primo ingresso in parlamento, poi il secondo al governo, ha cambiato molte cose. Errori. Nella vita chi non sbaglia non può capire.

Qualcosa ultimamente sta andando storto. L’essere alla guida di una nazione fa cambiare le carte in tavola, poiché i problemi esistenti sono ben diversi da quelli che si pensava esistessero sul serio. La situazione per il paese è disastrosa, poiché la prima risorsa, il lavoro, rimane quella chimera da raggiungere. Per far ripartire la macchina del lavoro, inceppatasi nel lontano 1992, urge una serie di provvedimenti mirati capaci di portare il costo del lavoro quasi a zero. Oltretutto, bisogna riportare alla luce le migliaia e migliaia di imprese che hanno chiuso per via del collasso piovuto addosso a tutti con l’arrivo dell’euro. Beppe Grillo ha fatto una guerra contro l’euro, perché adesso si è fermato? Tanti italiani hanno creduto ad un progetto europeo senza l’euro, orna invece che il M5S è giunto al potere, tutti tacciono.

Beppe Grillo ha lottato contro i colossi della politica Italiana. Un potere radicato che pensava esclusivamente al contributo elettorale per il proprio partito, fiori di milioni di euro, ma nulla indirizzato ai cittadini italiani. Oggi l’Italia è un paese all’estremo delle sue forze. La rassegnazione è diventata l’unica ragione di vita.

Il M5S sta commettendo troppi errori in questi primi mesi di governo, e l’elettorato si sta allontanando. Ci vuole una mossa, ma di quelle forti. Il progetto di Grillo è stato importante per arrivare ai piani alti, ma non può reggere a lungo. Morirà. Ci vuole un cambio radicale. Innanzitutto mettere a tacere tutte quelle politiche di sinistra, perché la sinistra in Italia e morta. Nessuno seguirebbe un movimento di sinistra. Dopodiché cambiare la formula quasi eversiva del movimento. Non funziona più.

Il M5S per continuare a vivere ha bisogno di darsi una identità precisa, che non può essere quella che sta portando avanti adesso, troppo ecologista, troppi No, soprattutto troppa spostata a sinistra. Al movimento occorre trovare una linea completamente nuova che abbracci due tendenze: quella liberale e quella di una sinistra più moderna. Ci vuole un movimento liberal-sociale. Liberale: uno sguardo diretto allo sviluppo economico del paese con infrastrutture capaci di far muovere l’economia. Una modernizzazione del comparto produttivo. Un abbassamento drastico del costo del lavoro e della tassazione alle imprese, soprattutto quelle piccole. Detassare completamente gli artigiani e le piccolissime Piva. Consentire a chi apre una nuova attività di non avere intralci del fisco perlomeno per i primi cinque anni di vita. Meno stato ad affliggere il cittadino. Sociale: guardare esclusivamente al mondo del lavoro, alla povertà, come già sta facendo con il reddito di cittadinanza ma in maniera diversa. Ai problemi cardini dei cittadini come sanità, trasporti, scuola. Insomma, ci vuole un movimento che sappia coniugare diverse ideologie senza spostare l’asse in nessuna di quelle esistenti. Ci vuole un nuovo movimento, quello creato da Beppe Grillo non funziona più.