Dom. Mag 22nd, 2022

In casa dei pentastellati c’è crisi, tanto che già da qualche tempo molti grillini sono usciti dal movimento creando alternative politiche al movimento. Ciò è alquanto normale siccome succede anche negli altri partiti. Lì dove ci sono dei dissensi interni si creano spaccature forzate che, spesso, portano alla creazione di nuovi soggetti politici.

Il 26 maggio si vota in molti comuni italiani, ed è proprio nel locale che si vivono le maggiori difficoltà. Tranne le città più grandi, tipo Firenze e Livorno, o altre di minore popolazione, in tutti gli altri comuni il M5S trova enormi difficoltà. La difficoltà maggiore è trovare persone disposte a candidarsi con il movimento. Il candidato sindaco lo trova pure, ma non trova persone disposte ad affiancare il candidato sindaco.

L’anomalia si registra in quasi tutti i comuni dove sono aperte le presentazioni delle liste. Il problema sta nel fatto che il M5S è senza identità ideologica e politica. Ogni giorno i vertici nazionali spostano l’asse ideologico del movimento mettendo in confusione chi vorrebbe sposare la loro causa politica. Il timore delle persone è di ritrovarsi il giorno dopo a rappresentare una ideologia politica che non gli appartiene. Sta qui il succo del deficit che sta colpendo il movimento in questi mesi. Inoltre c’è una fuga di tutti gli elettori di centro e di destra che il 4 marzo hanno dato fiducia ai grilli, ed oggi lo vedono molto spostato verso politiche di sinistra che come cittadini votanti hanno rigettato. Tutti spostano l’asse d’interesse verso la Lega, per questo Salvini cresce. Il movimento ha un vuoto che lo sta portando verso il declassamento, finché non lo riempie, la strada sarà solo in salita.