Mar. Ago 9th, 2022

Il governo di larghe intese non ha funzionato. Finora non sono stati apportati provvedimenti capaci di restituire interesse alla collettività. Molti dei provvedimenti iniziali erano ancora quelli decisi dal governo Conte II, poi si è lavorato a tentoni. Nessuno faceva un passo indietro per staccare la spina al governo Draghi. Faceva comodo a tutti. L’importante è arrivare fino a settembre, poi si vedrà.

L’uscita di Di Maio dal M5S è stato un bene. Un modo per ricominciare, come ore sta facendo Giuseppe Conte. Sembra che sia più libero di decidere e portare avanti le idee del movimento. Forse era proprio Di Maio a mantenere il movimento con il freno a mano, e la sua uscita lo dimostra in pieno. Come è stato un bene che dal movimento siano usciti tutti quelli che hanno seguito Di Maio dimostrando poco interesse per il movimento.

Giovedì sarà il giorno cruciale di questa telenovela Draghi-Conte. Come finirà? È tutto incerto. Dai quartieri alti trapelano solo supposizioni e nessuna certezza. Gli altri partiti spingono Draghi ad andare avanti senza il movimento. Per loro la lotta alla povertà ha poco interesse, quindi senza il movimento potranno mandare in soffitta reddito di cittadinanza e salario minimo. Due elementi necessari per una democrazia sana che guarda con attenzione alla vita sociale del paese. Se il M5S stacca la spina dimostra agli italiani che erano altri legati alla poltrona e non chi è rimasto. Sarebbe un’ottima ripartenza per ricostruire un’alternativa alla vecchia politica.