Mer. Feb 21st, 2024

La famiglia, quella naturale, è il pilastro di tutte le società. Le sinistre hanno fatto di tutto per demolirla, da sempre nemici della chiesa, e la famiglia naturale è il simbolo della chiesa. Ora c’è anche un movimento fortemente a vocazione di sinistra come il M5S, che ha preso l’eredità delle vecchie sinistre e vuole portare avanti questa battaglia persa. Ora sinceramente il Movimento Cinque Stelle ha stancato.

Non c’è giorno che il M5S non dice No a qualcosa. Gli elettori iniziano a capire il senso di questo movimento e i sondaggi continuano a darlo in caduta libera. Congresso mondiale delle famiglie. L’evento è previsto dal 29 al 31 marzo a Verona per «celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società». E anche in questo il M5S è contrario, forse perché la sua natura di sinistra gli impedisce di tutelare un valore indispensabile come la famiglia naturale.

“Si prepara un festeggiamento di un nuovo medioevo che io non vado a festeggiare”. Sono le parole del vicepremier Luigi Di Maio, che proprio non scende il World Congress of Families di Verona e, a meno di due settimane dalla kermesse, continua il braccio di ferro sul patrocinio del governo a un evento che non piace al M5s.

L’arroganza a cinque stelle non ha limiti e l’ultima novità sarebbe quella di togliere almeno il logo della presidenza del Consiglio dal sito e dai manifesti del Congresso. Dunque, per quel marchio governativo in bella vista, secondo quanto riporta il Messaggero, sarebbero partite due lettere con richiesta di spiegazioni ai dipartimenti interessati: Editoria e Famiglia. Il primo di competenza del grillino Vito Crimi (che è depositario del simbolo), il secondo è il ministero, senza portafoglio, del leghista Lorenzo Fontana. Dopo un lungo braccio di ferro pare che il sottosegretario del M5s abbia deciso di togliere il logo del governo dal patrocinio dell’evento, una decisione che sarà comunicata all’inizio della prossima settimana, mentre potrebbe rimanere solo la scritta Ministero della famiglia.