Dom. Ago 14th, 2022

C’è un momento che ognuno deve fare dei cambiamenti, delle modifiche alle cose dette, ed è il caso del M5S. Quando Beppe Grillo ha iniziato a costruire il movimento ha educato i suoi seguaci al giustizialismo puro, usando gli stessi schemi usati dalle sinistre che per anni hanno indottrinato i suoi al berlusconismo rilevatosi, poi, la rovina delle sinistre. Infatti Berlusconi mantiene ancora un partito del dieci per cento, le sinistre sono scomparse e quelle poche rimaste non vanno oltre il 2 per cento.

In casa movimento oggi sta succedendo la stessa cosa. Sono al governo e tentano di approvare tutte le cose dette in questi anni fondate sul giustizialismo puro. Solo che oggi dovrebbero pensare ai problemi degli italiani legati maggiormente alla drammatica situazione del lavoro. Invece non lo fanno, pensano alla riduzione dei parlamentari, al reddito di cittadinanza, alla riduzione dei parlamentari. Proposte che vanno pure bene, per carità, ma si risparmiano spiccioli a confronto a quello che si risparmierebbe facendo partire i cantieri fermi. Miliardi di euro risparmiati se partissero tutte le opere che sono ferme. Mentre per pochi milioni di euro il movimento continua a portare avanti battaglie giustizialiste della prima era grillina.

Continuano a perdere elettori, e i sondaggi parlano chiaro, eppure continuano a fare lotte intestine su cose che agli italiani veri, non i pochi grillini iscritti alla piattaforma, poco interessano. Addirittura ora Di Maio minaccia di poter lasciare la maggioranza se non si approva entro aprile la legge che abbassa gli stipendi dei parlamentari. Giusto, per carità, ma Di Maio pensi prima ai bisogni degli italiani e poi alle sue invettive giustizialiste che ormai hanno stancato pure chi l’ha votato, perchè i problemi veri sono altri e dinanzi ad essi Di Maio giro lo sguardo dall’altra parte.