Mar. Lug 5th, 2022

Ormai chi paga le conseguenze di questo enorme disastro targato cinque stelle, è Luigi Di Maio. Ogni responsabilità della disfatta è attribuita a lui, ed ogni decisione errata viene addossata al capo politico. Ma siete tanto sicuro che sia lui il colpevole di tutto? Purtroppo non è così. Di Maio è l’uomo messo lì a guidare le decisioni altrui.

Il M5S si avvia verso la sua fine. In meno di due anni ha distrutto tutto quello che ha costruito. Prima l’alleanza con la Lega, poi quella più disastrosa con il PD, hanno messo a tappeto i dieci anni di vita del movimento. La colpa di tutto il disastro va attribuita soltanto a Grillo e Casaleggio juonior. Ad essi vanno aggiunti alcuni parlamentari che hanno spinto il movimento verso la deriva di sinistra, tra i più quotati Roberto Fico.

Non ci sono state decisioni collegiali, tutto è stato affidato alla piattaforma, alla quale crede sono Grillo e Casaleggio. La macchina perfetta è diventata imperfetta, tanto che oggi i suoi risultati non sono più credibili. Ma Di Maio rimane l’agnellino sacrificale della disfatta. Finita questa esperienza per lui non ci sarà più futuro politico, a meno ché non crea un partito suo, per il resto è già fuori dai giochi. Lui è quell’agnello che è stato messo sull’altare del sacrificio e deve pagare per tutti. La politica crea i sacramenti e poi li distrugge. È successo agli altri ed è successo anche a Di Maio. Chi ha voluto l’alleanza col PD non è stato Di Maio, anzi, lui era contrario, ma non ha potuto nulla contro la volontà di Grillo di formare un governo con il nemico storico. Le trattative sono iniziate anzitempo, molto prima che cadesse il governo gialloverde. E non sono state guidate da Di Maio, che è stato forse l’ultimo a sapere che qualcosa tramava sotto sotto. Il piatto gli è stato servito non appena Salvini ha chiuso le porte del governo. Qualsiasi dubbio di Di Maio non è stato ascoltato, il governo col nemico si doveva fare. Di Battista, anche lui contrario al governo col PD, si è tirato indietro e non è più comparso sulla scena, anche perché la sua posizione era palese: “Se il M5S si allea col PD, lascio il movimento”, ma non ha lasciato il movimento. Anche Caseleggo padre non avrebbe mai accettato un’alleanza col PD, quindi il movimento è stato snaturato esclusivamente da Beppe Grillo e Casaleggio juonior. Chi si deve leccare le ferite di questa disfatta sono loro e non Di Maio. Per ultimo, c’è da dire che quello che si è detto in tutti questi anni ha fatto a cazzotti con la realtà: l’Italia è un paese in difficoltà e in perenne crisi economica, ha bisogno solo di produzione e lavoro, quindi sbraitare è un conto, governare è un altro. Di Maio in tutto questo ha solo una minima parte di responsabilità.