Mar. Mag 24th, 2022

Le elezioni del 2018 rimarranno scritte nella storia: il popolo italiano aveva mandato a casa tutti quelli che avevano in qualche modo fatto una cattiva politica, dando mandato ad una forza giovane per non sentir parlare più di PD-LEU e Matteo Renzi. C’era riuscito. Il M5S viene eletto dal 33% degli italiani e si era liberato del PD e di Matteo Renzi. Cosa che è durata poco, il giro di un anno, poi tutti di nuovo dentro a comandare. Un guaio che il M5S sta pagando in pieno e chissà se un giorno riuscirà a portare in parlamento perlomeno una diecina di deputati e senatori.

Siamo giunti a un momento cruciale in cui si giocano i destini di una legislatura“. Così Nicola Zingaretti fa il punto sull’agenda di governo, intervenendo alla direzione nazionale del Partito Democratico. Parole forti dette da un segretario del PD che fino a un anno fa non poteva dire niente perché chiuso all’opposizione, e solo grazie ai grillini oggi ha voce in capitolo. Zingaretti, dialogando con i suoi, parla di momento cruciale, dicendo in modo chiaro e netto che è in gioco la legislatura: “Ci sono nodi politici che abbiamo davanti e a cui dobbiamo dare risposta. Sul tavolo del governo ci sono dossier importanti, come le crisi aziendali o i decreti semplificazioni e sicurezza. Siamo giunti a un momento cruciale in cui si giocano i destini di una legislatura. Il mio giudizio è fiducioso e dobbiamo chiamare il Paese a costruire fiducia“. Un chiaro messaggio a quel M5S che gli ha dato la possibilità di poter di nuovo comandare.

Oggi si può dire che il M5S è diventato schiavo del PD e non solo, poiché dall’altra parte c’è Matteo Renzi che ogni tanto esce e detta condizioni ai grillini. Si stanno facendo maciullare da chi un tempo erano i loro nemici politici. Ormai sia il PD sia Renzi stanno dettando condizioni a raffica facendo perdere al movimento tutta la sua natura politica per cui era nato ed ha avuto fiducia dagli elettori. Elettori che oggi osservano attentamente ed hanno capito che del M5S non possono più fidarsi, tanto che già nei sondaggi il movimento non va oltre il 14%. Numero che spesso sono ancora peggiori a urne chiuse. Ci vorrebbe uno scatto di orgoglio, chiudere con il governo giallorosso e ritornare al voto, facendo capire che il movimento non intende più subire i ricatti politici di Renzi e PD, oltre a smarcarsi da un premier nato grazie al M5S e poi li ha rinnegati.