Gio. Ott 6th, 2022

Mancano pochi giorni alla fine di questa campagna elettorale, e c’è chi dice che questa legge elettorale è impropria e non garantisce la governabilità. L’attuale legge elettorale venne approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre 2017. A seguito dell’entrata in vigore della legge costituzionale n. 19 ottobre 2020, n. 1, che ha ridotto il numero dei parlamentari, con il decreto legislativo 23 dicembre 2020, n. 177, i previgenti collegi elettorali sono stati sostituiti da nuovi, per adeguarli al numero dei parlamentari da eleggere, mentre le circoscrizioni sono rimaste invariate.

Fin qui la storia di una legge elettorale che ha creato molti danni al paese non garantendo una governabilità. Il nuovo parlamento dovrebbe adottare nell’immediato una nuova legge elettorale reinserendo le preferenze. Le preferenze sono la perfezione della democrazia, poiché il candidato lo sceglie il cittadino e non è calato dall’alto come avviene ora. Inoltre le preferenze sono uno strumento che restituisce rispetto ai territori. Infatti oggi la pecca maggiore è proprio questa: ci si ritrova con candidati della parte estrema della nazione che si candidano in regione di cui non conoscono il territorio. Il ripristino delle preferenze consentirebbe di riavere candidati espressione del territorio. Anche se oggi qualcuno ha candidato persone del territorio, se esse non hanno voti e sono solo graditi ai partiti, saranno eletti poiché inseriti in liste sicure o posizioni sicure, mentre la preferenza obbliga ad ottenere il voto direttamente dal cittadino per essere eletti.

Proprio l’abolizione delle preferenze ha portato al graduale allontanamento del cittadino dalla politica, ma anche l’allontanamento della politica dagli elettori. Non essendoci più le esigenze di avere un voto, i territori sono stati abbandonati a se stessi, e durante le campagne elettorali nessuno li ha più calcati per cercare di spiegare le ragioni della loro candidatura. Oggi è tutto in mano ai leader dei partiti, che decidono chi sono le persone che devono essere elette. Questo aumenta il divario tra società e politica, portando ad una forte astensione dalle urne.