Mer. Feb 8th, 2023

Lo scandalo di corruzione che sta scuotendo l’Europa sta travolgendo il Partito democratico e una parte della sinistra. Ma c’è di più: ormai il PD è un morto che cammina. Dalla sonora sconfitta delle scorse elezioni politiche, e il cambio di segreteria, fanno capire che il PD non può avere più futuro.

«Il Pd è morto». Parole pronunciate da Fausto Bertinotti, il fondatore di Rifondazione comunista da tempo fuori dalla politica, ospite di Myrta Merlino e del suo L’aria che tira, su La7. Che il Pd sia “un morto che cammina” è una evidenza confortata dai dati elettorali, ma Bertinotti si spinge più in là e invoca nientemeno che lo scioglimento del partito, per passare a una nuova fase costituente. Oramai, è la sua tesi, questa esperienza politica si è conclusa, e non può esservi alcuna rifondazione.

La tesi di Bertinotti è ampiamente condivisibile. Il PD come è stato costruito anni addietro, non esiste più. Ha smesso di camminare, si è allontanato dai problemi della povera gente e della classe operaia. Ha smesso di parlare con i cittadini. Oltretutto, nelle realtà locali, ha smesso di fare politica attiva. Si sono rintanati in quei pochi circoli rimasti nei territori, e di politica ne fanno quasi zero. Non è più riconosciuto come partito di sinistra, anzi, la gente percepisce il PD come partito vicino a interessi diversi da quelli che affliggono quotidianamente la gente.