Gio. Ago 11th, 2022

Quello che sta facendo la nave Sea Watch è un atto di provocazione bello e buono. Hanno capito che in Italia ci sono le sinistre buoniste e quei miseri radical chic che fanno propaganda sulla pelle di chi ha bisogno di essere aiutati a liberarsi delle tirannie nella propria patria.

Gli scafisti vogliono che ci sono navi come la Sea Watch, perché loro possono continuare a imbarcare vite umane e poi lasciarle in balia delle onde. Gli scafisti sono la macchina dell’immigrazione, sono loro che li fanno partire dietro pagamenti cospicui. Sono gli scafisti che controllano il sistema sbarchi, e trovarsi un ministro nemico non fa per niente piacere. Quindi per non perdere il loro potere mafioso che ruota intorno all’immigrazione, applaudono le navi delle Ong affinché recuperano le persone e poi costringono i paesi a litigare per accoglierli. È tutta una strategia studiata a tavolino all’indomani delle scelte di Salvini.

La nave è entrata nelle acque territoriali italiane ed è ancorata a un miglio dalle coste di Siracusa. Lo ha riferito la guardia costiera, precisando che l’ingresso è stato consentito a causa del maltempo. L’obiettivo è garantire la sicurezza dei 47 migranti che si trovano a bordo, ormai da sette giorni, e della stessa imbarcazione. La Sea Watch è affiancata da motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza.

La nave ha raggiunto l’obiettivo che voleva, perché adesso si muove la macchina mediatica che deve sensibilizzare gli italiani contro il ministro Salvini, deve aiutare i partiti di sinistra a fare propaganda contro l’attuale governo, insomma, si deve muovere quella macchina perfetta che sta rendendo schiavo il popolo italiano dell’immigrazione. L’operazione è avvenuta in acque libiche e la nave non ha atteso che arrivassero le motovedette della guardia costiera libica, quindi ha violato la legge del mare. L’Italia non ha mai coordinato i soccorsi, li hanno fatti loro a piacimento, quindi significa che in quell’angolo di mare c’è qualcosa che non va e bisogna indagare a fondo.

Non si può continuare a massacrare il popolo italiano. Non si può costringere un popolo ad accogliere l’africa intera, non c’è spazio. Ci vuole un po’ di buon senso e capire perché questo fenomeno non si ferma più. Così non si può andare avanti, stiamo diventando schivi dell’immigrazione.