Dom. Nov 27th, 2022

Sul reddito di cittadinanze si sono aperte molte contestazioni che portano lo strumento ad essere quotidianamente sotto attacco da parte di forze politiche di chi è favorevole e chi non lo è. Lega e Forza Italia inseriscono una stretta alla misura tramite due emendamenti al Dl Aiuti. Segno che questi partiti insistono contro chi ha bisogno. È dal dopoguerra che l’Italia non aveva uno strumento che contrastasse la povertà.

Nei primi 36 mesi di applicazione (aprile 2019-aprile 2022) il Reddito di cittadinanza ha raggiunto 2,2 milioni di nuclei familiari per 4,8 milioni di persone, per un’erogazione totale di quasi 23 miliardi di euro. L’importo medio mensile risulta per il mese di marzo 2022 pari a 548 euro per nucleo familiare, molto differenziato tra RdC (577 euro) e PdC (248 euro). Questi numeri smentiscono chi ritiene il reddito di cittadinanza una ricchezza che permette di stare sulla poltrona sdraiato. I dati li dà l’Inps nel suo Rapporto annuale sottolineando che “grazie anche alla presenza del RdC che una parte cospicua dei working poors riesce a restare sul mercato e a ottenere un reddito che permette loro di sopravvivere”. Ma ai partiti di centrodestra che hanno innescato per primi la polemica sul reddito di cittadinanza, la sopravvivenza non interessa.

A commentare il rapporto anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che rimarca come da un lato “si sia sensibilmente ridotto il numero dei beneficiari” della misura e inoltre, questi “non scappano dal mercato del lavoro”. Tale sostegno, secondo il ministro, ha “evitato a un milione di persone di essere risucchiata nel vortice della povertà assoluta. È una platea monitorata con particolare attenzione per individuare aree di possibile ulteriore intervento dell’azione pubblica di sostegno; non solo economico ma di reinserimento sociale”.