Lun. Mag 23rd, 2022

Essendo per natura giustizialisti, il M5S nel scrivere il reddito di cittadinanza l’ha fatto mettendoci dentro quella vena di ipocrisia, tanto che alla fine non ha dato i frutti che doveva.

Negli ultimi anni in Italia sono scomparse le politiche sociali, quelle che davano aiuto e sostegno nei territori. Prima i comuni potevano intervenire in caso di sostegno a famiglie disagiate e davano quell’aiuto primario al fine di garantire le cose più impellenti. Nonostante le tante contraddizioni, nella prima repubbliche, le politiche sociali funzionavano. Poi con la venuta dell’euro quel tessuto che ruotava intorno alle politiche sociali è andato via via diminuendo fino a scomparire.

Il reddito di cittadinanza voluto dal M5S, ma scritto con i piedi, non ha guardato con attenzione ai destinatari. Era molto semplice indirizzarlo a chi aveva perso il lavoro o era disoccupato da lungo corso. Il M5S ha le stesse idee delle sinistre: vorrebbero il pensiero unico e vorrebbero lo stato padrone di tutte le ricchezze del popolo, quindi non hanno delegato i comuni ma organismi dello stato, inps e centri per l’impiego passando per l’ente privato poste. Un grande errore.

Il Rei era una porcata peggio del reddito, perlomeno ha dato mandato ai comuni di gestirlo. I comuni sono gli enti più vicini ai cittadini, e in un comune si conoscono tutti, il truffaldino si scopre più facilmente. Il procedimento del reddito di cittadinanza è completamente sbagliato, perché molte persone finite in povertà per via della perdita di lavoro, non sono riusciti ad ottenere il reddito o non hanno nemmeno presentato domanda sapendo di non ottenerlo. Sono persone in difficoltà perché non hanno il lavoro come sostegno economico. Il reddito purtroppo non ha guardato a tutto ciò, ed oggi chi è privo di lavoro, non c’è nessuno che lo aiuta. Nemmeno il reddito di cittadinanza.