Sab. Nov 26th, 2022

Può essere un boomerang che torna indietro più veloce di quanto sia stato lanciato. La Meloni deve in qualche modo toccare il reddito di cittadinanza, l’ha promesso in campagna elettorale. È un punto del suo programma che non può essere lasciato indietro. Senza ombra di dubbio può essere modificato e migliorato, ma certamente non puoi lasciare al buio milioni di persone.

I dati sono chiari la platea dei percettori di reddito di cittadinanza e di pensione di cittadinanza è composta da 2,16 milioni di cittadini italiani, 208mila cittadini extra-comunitari e quasi 84mila cittadini europei. L’importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e va da un minimo di 454 euro per i nuclei costituiti da una sola persona a un massimo di 736 euro per le famiglie con cinque componenti.

La distribuzione per aree geografiche vede 430mila soggetti beneficiari al Nord, 328mila al Centro e 1,69 milioni nell’area Sud e Isole. Da questi dati si capisce che al sud c’è una situazione di disagio notevole, poiché la mancanza di lavoro porta inevitabilmente la povertà. Quindi il governo Meloni deve tutelare il disagio di milioni di persone. I numeri non mentono, quindi è inutile girarci intorno. Le modifiche sono sacrosante, magari lavorando per togliere a chi non ha diritto di riceverlo, ma colpevolizzare tutti i percettori diventa una “vigliaccata”. La povertà non si cerca, arriva perché l’Italia è un paese che non offre opportunità lavorative.