Lun. Dic 5th, 2022

ROMA- Il primo furto perpetrato ai danni del meridione arriva con la falsa dell’unità d’Italia: tutti i beni in possesso del sud vengono sottratti da un nord povero e ridotto alla fame. Il sud era ricchissimo, ma la classe di potere di quel tempo, in nome dell’unità d’Italia, tolse tutto al meridione e lo trasporto al nord. Da quel momento la parte basse del paese sprofondò in una situazione di disagio che mai più l’ha abbandonata. Proprio dall’unità d’Italia che è partita la disfatta del meridione. La colpa non era dei cittadini meridionali, ma solamente di un potere che volle togliere ai ricchi del sud per dare ai poveri del nord.

Il secondo furto è arrivato più tardi, con la fine della guerra. Gli interessi della casta si concentrarono esclusivamente sul nord Italia. Fu lì che furono concentrate tutte le attenzione costruendo la parte economica della nazione con industrie collocate esclusivamente nel nord Italia. il sud, in quella fase di ricostruzione, fu ignorato dalla politica e dalle lobby di potere che erano concentrate principalmente al nord. Nel corso degli anni il sud indietreggiava e il nord prosperava. Lo schiavismo iniziato con l’unità d’Italia veniva riconfermato anche dopo la guerra: carovane di meridionali si spostavano al nord in cerca di fortuna, poiché al sud non c’era nulla e nulla veniva costruito per farlo emergere.

Il terzo furto è arrivato dalle mafie, che nel corso degli anni, attraverso pizzo e corruzione, hanno sottratto al meridione ingenti risorse economiche e portate al nord, dove le mafie hanno investito i soldi dei meridionali. Insieme alle mafie, chiaramente, c’era la corruzione politica-mafiosa che ha fatto più danni dell’unità d’Italia. Le mafie hanno agito contro gli interessi del proprio territorio: al sud hanno chiesto pizzo e ucciso l’economia, poi al nord sono andati ad investire i proventi delle tangenti acquistando industrie e attività recettive. La mafie, insieme alla politica, hanno fatto lo stesso lavoro che si fece nell’era dell’unità d’Italia.

Il quarto furto è venuto negli ultimi anni da parte della maledettissima Europa, che non ha mai guardato con attenzione agli interessi dei paesi e delle aree geografiche deboli, ma ha soltanto messo in primo piano gli interessi delle grandi lobby. L’austerità imposta dalla Germania è simile all’imposizione messa in campo dalle mafie e dalla struttura che portò all’unità d’Italia. Il sud in tutto questo ha pagato lo scotto maggiore: si è ritrovato doppiamente penalizzato, poiché l’inefficienza politica ha messo in ginocchio la parte migliore dell’Italia.

Se oggi i dati danno il sud con un Pil peggiore della Grecia, è la dimostrazione che il disinteresse nei confronti del meridione da parte di tutti gli attori in campo è stato notevole, tanto da portare il sud nella merda. Il meridione nel corso della storia è stato continuamente derubato. Il sud non è la piaga del paese, è il nord la piaga vera, perché per farlo crescere si è tolto le opportunità del sud.