Lun. Mag 23rd, 2022

In queste settimane si torna a sentir parlare di autonomie regionali. Cosa che non spaventa se fatte bene, ma il problema che stiamo parlando di un paese diviso a metà. Da una parte c’è un Nord abbastanza ricco, dall’altra troviamo un sud che annacqua da una vita. Vanno bene le autonomie se tutto si rimette sullo stesso piano. Così non andrebbe bene perché a soffrire, ancora una volta, sarebbe il mezzogiorno.

Al di là della questione politica che il governo sta portando avanti, è necessario che il sud impari a camminare sulle proprie gambe. Finora c’è stata l’abitudine di attendere il contentino dall’alto. Quel clientelismo e assistenzialismo che per oltre cinquant’anni è stato portato avanti dalla Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano, ha fatto sì che il mezzogiorno si abituasse ad attendere accettando qualsiasi condizione per sopravvivere.

È il cambio culturale che può portare il sud fuori dalla situazione in cui si trova. Le autonomie non devono spaventare se si è coscienti di avere gli attributi per chiedere quello che serve per riemergere. Finora il meridione è stato tenuto a tarallucci e vino sapendo che i meridionali erano ubbidienti e bastava metterli in condizione di fare anche piccole cose, pure illecitamente, per tenerli buoni.

Ora non va più bene. Il mondo è cambiato. Bisogna sfruttare al meglio le nostre risorse umane e, soprattutto, sfruttare a pieno ciò che il sud ha e nessuno può copiare. Il meridione ha il mare, la storia, la cucina, l’agricoltura, l’arte, tradizioni, insomma, ha quello che altri non hanno, ma non ha mai saputo sfruttarlo.

Il sud può camminare sulle sue gambe qualora prende coscienza che ha un patrimonio inestimabile che nessuno può portargli via. L’unità d’Italia ha portato via le risorse economiche, ma non ha portato via il mare, la storia, l’arte. Ebbene, si parta da questo concetto per ricostruire il meridione d’Italia. Qui entrano in gioco i cittadini, i quali devono comprendere che finora hanno dormito e atteso, da ora in avanti bisogna lottare per riprendersi quello che gli è stato sottratto. Non serve più il clientelismo e l’assistenzialismo politico, ma serve uno scatto d’orgoglio dei meridionali, perché il sud ha bisogno del sud.