Lun. Ott 3rd, 2022

ROMA- Le riforme di Renzi e il suo amicone alleato Alfano, sono talmente ridicole che ad oggi non hanno sortito nessun benessere per la nazione. Sono riforme inutili e inconsistenti, guardano esclusivamente all’interesse dei poteri forti e delle lobby, per il resto non hanno nessun senso positivo.

Infatti in queste ore la politica italiana è impegnata a discutere sul senato della repubblica: elettivo o non. Un senato che, una volta approvato così com’è, porterà direttamente ad una dittatura vera e propria, poiché non avrà più i poteri di oggi, cioè poter fermare provvedimenti della camera. Non solo, com’è successo con le province, anche il senato avrà, se non rimane elettivo, politici che si scelgono tra di loro senza avere più bisogno dell’elettore.

Ma l’Italia intera, soprattutto, e specialmente il sud, hanno bisogno di politici coraggiosi nel vero senso della parola. Mentre loro discutono di come deve essere il senato, macchina che serve alla casta per mantenere le poltrone, il sud, quella parte meravigliosa della nazione, muore. Non voglio essere ripetitivo, ma al sud ci sono condizioni di disagio che fanno paura. Una buona parte dei cittadini, forse la maggioranza, non ha un lavoro. Le mafie non sono affatto sconfitte, hanno solamente cambiato metodi concentrandosi prevalentemente sullo spaccio uccidendo i giovani del sud. Molti settori economici della società del sud sono al collasso. Il turismo, perla del meridione, non è mai decollato. La storia ci ha consegnato tanti siti capaci di attrarre turisti, ma mai è successo.

In tutto questo negativismo che affligge il sud, la mancanza di lavoro è il male peggiore. È un male che il mezzogiorno si trascina dietro da una vita. Oggi è peggio di ieri. Nonostante tutte queste fasi negativi che affliggono la quotidianità dei meridionali, lo stato e le istituzioni non tendono la mano ai cittadini per aiutarli, la tendono aperta in cerca di soldi per le loro casse senza dare in cambio i servizi come previsto dalla costituzione. Qualora il cittadino fosse in difficoltà economica, disoccupato, deve pagare ugualmente come se fosse un cittadino con un lavoro.  Se non lo fa, e malauguratamente ha un casa, lo stato e le istituzioni gliela pignorano senza fregarsene minimamente delle condizioni del cittadino meridionale in difficoltà economica.

Il sud muore sotto le scure delle istituzioni italiane tutte. Ma a loro, per prima cosa, interessa la riforma del senato; interessa eseguire gli ordini dell’Europa; interessa solamente quello che non interessa i cittadini; interessa prima di tutto mettere al sicuro il potere politico. Il sud può attendere.