Ven. Ago 12th, 2022

ROMA – “E’ nato il tentativo di passare dalla seconda alla terza repubblica ed è destinato anche a riuscire. Questa manovra di cui tanto si parla sicuramente è un momento di difficoltà, ma può essere superato – l’ha detto Il Prof. Paolo Becchi, filosofo, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus- D’altra parte non c’è nessuna alternativa a questo governo, che è destinato a durare anche perché gode di un consenso popolare incredibile nonostante venga attaccato dai giornaloni e da alcune trasmissioni televisive. Bisogna ritornare alla DC per avere un governo con un consenso del genere. Questo governo mette insieme un sovranismo identitario e un sovranismo sociale, con la miscela di questi due sovranismi si è riusciti ad unire l’Italia. Ora il compito dei giornaloni è di distruggere questo, dicendo che reddito di cittadinanza e flat tax sono incompatibili. Visto che non sono riusciti a separare Salvini da Di Maio, allora si cercherà di separare i due elettorati, far capire che i due elettorati non hanno niente a che fare, questo è il tentativo dei giornali. La differenziazione tra i due elettorati verrà accentuata, proprio per cercare di dividere i due elettorati, visto che non ce la fanno ai vertici a questo punto vogliono spezzare i due elettorati. Ci hanno provato anche usando Fico. Fino alle elezioni europee io penso che il tentativo sarà molto difficile da realizzare”.

Sulle parole di Borghi sull’uscita dall’Euro. “Borghi sa benissimo che l’uscita dall’Euro, ahimè, non è nel programma di governo, però la battuta ci sta –ha affermato Becchi-. Il Giappone ha il problema dello spread? L’Inghilterra ce l’ha? No. Non ce l’hanno perché loro hanno la sovranità monetaria. Se noi avessimo la Lira dello spread ce ne potremmo sbattere benissimo i coglioni”.

Su Riace. “Il codice penale e le leggi dello Stato valgono per tutti –ha dichiarato Becchi-. Non capisco perché nel caso di Salvini inquisito va bene, ora sono tutti a favore di un sindaco che è stato arrestato perché pare non abbia rispettato le leggi italiane”.