Ven. Feb 3rd, 2023

Siamo arrivati a 15 mesi di epidemia. Un percorso lungo che ha portato ad una serie di restrizioni, per arrivare oggi al discorso vaccini come arma di libertà. Ognuno la può pensare diversamente ed è libero di decidere il proprio destino. Purtroppo così non sembra essere. Attraverso una serie di procedure poco chiare si sta delineando “l’obbligo” per il vaccino senza che nessuno se ne possa rendere conto. Infatti il geen pass o card, non sono altro che un veicolo per obbligare a vaccinarsi. È un documento che da la libertà a qualcuno e la toglie ad altri. Il timore di non poter fare più nulla liberamente sta portando le persone ad accettare di vaccinarsi.

“Dovremo continuare a vaccinare con richiamo ogni anno o anno e mezzo. Ma possiamo interrompere questa pandemia, possiamo ridurre le infezioni in modo che non sia più una minaccia pubblica”. Lo ha detto l’immunologo americano Anthony Fauci, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa.

Ieri leggevo un servizio sul blog di Nicola Porro, che condivido, proprio perché da delle indicazioni lucide sul nostro futuro.  L’estratto dal blog di Porro pone una serie di domande delucidanti. “Da queste dichiarazioni molto forti sorgono numerose domande: innanzitutto cosa intende Fauci quando afferma che dovremo continuare a vaccinare con richiamo ogni anno o anno e mezzo senza specificare una data termine di questa “cura preventiva farmacologica”? – spiega il servizio – Chi può garantire inoltre che una continua inoculazione di vaccini non si tramuti in danni molto gravi per la salute pubblica a causa degli effetti collaterali? Inoltre quali saranno i risvolti politici e sociali di un tale scenario? I corpi divengono di proprietà esterna all’individuo, dove altri decidono come devono essere gestiti? Da più di un anno infatti, non siamo più liberi di muoverci in piena libertà, di lavorare e di organizzare in serenità la nostra vita. Se il vaccino dovesse diventare obbligatorio, sulla base di queste teorie, lo scenario di vita futuro potrebbe divenire davvero estremamente inquietante. Ogni cittadino potrebbe esser costretto ad assumere farmaci contro la propria volontà. Inoltre, questo meccanismo potrebbe anche tradursi nel vietare l’accesso a determinati servizi per i non vaccinati? Tutelare la libertà – continua il servizio – In questa narrazione da “politicamente corretto e neolingua” continua a passare il messaggio martellante ed ipnotico che la libertà può essere ridotta in nome della tutela della salute pubblica, ma in realtà storicamente è valso sempre l’opposto, cioè i “veri eroi” sono sempre stati quelli pronti a morire pur di salvare la libertà. Dopo oltre un anno di restrizioni si rischia non solo la perdita delle libertà individuali, ma anche una “normalizzazione” di uno stile di vita che di normale non ha nulla. Ogni emergenza deve necessariamente avere un inizio ed una fine ed i tempi devono essere chiari, specialmente quando vengono intaccate le libertà fondamentali.

Di questo testo condivido in pieno i passaggi, poiché sono mesi che mi pongo le stesse domande. Le stesse domande non ottengono risposte e alimentano una serie di dubbi sul contrasto all’epidemia. Il dubbio che mi assale di più è quello che riguarda la cura: perché la scienza che è stata così brava a partorire un vaccino in cosi breve tempo, non riesce a tirare fuori la cura adatta per abbattere il virus? Una domanda lecita, poiché la cura può essere veramente l’arma vincente contro il virus.