Mar. Ott 4th, 2022

“Per il 70% facciamo calzature per la Russia, e la nostra esistenza è legata al mercato russo”. Così, a ” Mattino Cinque News”, parla Marino Fabbiani, imprenditore calzaturiero marchigiano, in trasferta alla Fiera Obuv di Mosca. “A oggi siamo in mano al destino”, aggiunge l’uomo, sottolineando che la creazione del singolo modello prevede almeno 58 voci “e ogni voce va pagata”. Fabbiani racconta anche una maggiore difficoltà, rispetto al solito, a entrare nel Paese. “Sono stati molto più sospettosi”, ammette il professionista. “Io e altri imprenditori siamo stati bloccati per diverso tempo ai controlli, volevano capire come avessimo fatto a ottenere il visto”.

I calzaturieri delle Marche armi e bagagli sono andati all’appuntamento annuale del settore che si tiene a Mosca da martedì 26 a venerdì 29 aprile. Il gruppo di scarpari in partenza dalle Marche rappresenta quasi due terzi degli espositori che sono arrivati nella capitale russa: 31 su 48. Viaggeranno attraverso i Paesi che ancora garantiscono collegamenti aerei, da Dubai alla Serbia passando per la Turchia. Un viaggio lungo che non ha distolto l’interesse dei calzaturieri marchigiano, che hanno un mercato previlegiato con la Russia. I calzaturieri marchigiani delle sanzioni se ne infischiano, il loro obiettivo è non perdere uno dei mercati, anzi forse il loro mercato principale. Per tenerselo stretto questo mercato sono pronti anche a correre dei rischi, tra cui la logistica, i costi e un futuro complicato che comporta il conflitto in corso.