Mer. Nov 30th, 2022

Alessandro di Battista lasciò il movimento in disappunto sulla scelta di appoggiare il governo Draghi. Per lui il movimento doveva restarne fuori. Nel 2018 rinunciò alla candidatura e si mise in disparte pur rimanendo nel movimento, ma la scelta del governo Draghi lo costrinse a non accettare e lasciare il movimento.

Oggi da più parti viene invocato il suo nome per ricostruire il movimento. Conte al momento non è riuscito a cambiare le sorti del movimento tanto che Di Maio, per fortuna del movimento, è uscito per formare un suo partito. Ora tutte le attenzioni sono puntate su Di Battista. Una sua decisione di ritornare nel movimento porterebbe di sicuro ad una uscita ingloriosa di Conte ma, nello stesso momento, metterebbe nelle mani di Di Battista la leadership del M5S.

È lui l’asso nella manica per far rinascere il movimento. È lui che ha mantenuto fede fino alla fine i principi del movimento tanto da uscirne per non finire nel tritacarne mediatico e perdere i suoi principi politici. Ha mantenuto fede ai suoi ideali di grillino puro, ciò lo potrebbe premiare e aiutarlo a raccogliere molti dei consensi persi dal movimento. Chiaramente la leadership di Conte cadrebbe definitivamente e non ci sarebbe più futuro politico nel movimento, poiché a Di Battista andrebbe una eventuale candidatura a premier a capo del M5S.