Dom. Mag 22nd, 2022

Chi ha la mia stessa età sa bene che la camorra ride quando ci vede in strada. Soprattutto, ride quando alla testa dei cortei ci sono i politici locali, in questo caso si fa risate a crepapelle che, a volte, è necessario anche il ricovero al pronto soccorso per come si gonfiano i polmoni e si schiattano le pance dei camorristi.

La mia generazione ha vissuto il momento più critico del fenomeno Camorra. Oggi siamo dei professori capaci di insegnare gli avvenimenti criminali della camorra. I più grandi luminari delle più grandi università criminologhe, i più grandi politici che circolano in zona, ci fanno un baffo. Semplicemente perché la camorra ha impedito al territorio di svilupparsi, e la mia generazione è rimasta al palo aspettando che qualcuno reagisse. Invece no, il corpo silente di tutte le classi dirigenti, ha permesso che tutto si spegnesse lentamente e la mia terrà si fermasse ad attendere.

Ma ogni volta che ci sono stati delitti eccellenti, ci sono state vittime innocenti, oppure quando la camorra è entrata in guerra tra di loro, in Campania abbiamo messo in campo il nostro mestiere: la compagnia dei cortei a go go. La protesta. Ma appena la camorra ha cacciato fuori una pistola, tutti a fuggire a gambe elevate per mettere in salvo la propria vita. Ecco, questa è la forza della camorra: le armi. La camorra spara.

Nessuno è mai riuscito a disarmarla. La mia generazione può raccontare la storia camorristica partendo da molto lontano, perlomeno dal 1970 ad oggi. Lo schema è sempre lo stesso, e nulla è cambiato, compreso i cortei e le chiacchiere moralistiche dei politici locali. Ogni volta siamo scesi in strada per dire no alla camorra. Tutto normale. Solo che la camorra è sempre lì a vegetare e fermare lo sviluppo della Campania.

La camorra andava disarmata. Per disarmarla bisognava creare le condizioni di sviluppo economico attraverso la creazione del lavoro che, al sud, è sempre mancato. Le mafie sono potenti lì dove il tessuto sociale è morto. La malavita trova un alleato lì dove c’è fame di lavoro. La camorra non esisterebbe se ci fosse il lavoro. La forza della camorra ruota intorno alla mancanza di lavoro. Chi doveva disarmare la camorra non l’ha mai fatto. Però ogni volta, i paladini della legalità, i politici vecchi e nuovi, scendono in strada irritati, ma il giorno dopo la camorra continua a sparare.