Sab. Nov 26th, 2022

La stretta sul reddito dovrebbe portare riduzioni progressive del sussidio e una maggiore severità per gli ‘occupabili’, oltre a servire per finanziare il taglio del cuneo fiscale. Che si voglia scovare i furbetti, è sacrosanto e legittimo. In Italia ogni cosa si fa di buono si inserisce chi vuole approfittarne in malafede ed è giusto trovarli e condannarli. Le loro azioni tolgono a chi sul serio ne ha bisogno.

C’è un nodo da sciogliere che difficilmente riuscirà a farlo anche il governo Meloni: in Italia la mancanza di lavoro cammina a braccetto con la povertà. Quando non c’è lavoro è chiaro che aumenta la povertà. È talmente scontato che nessun professore può demolire questa tesi. Quindi bisogna creare le condizioni di lavoro per tutti. In primis i giovani. Proprio su di loro è caduta la scure del reddito di cittadinanza, e dai favorevoli all’abolizione sono stati additati nei peggiori dei modi. Nessuno vuole stare a casa, nello stesso tempo nessuno vuole essere trattato da schiavo per lavorare.

Una buona politica lavorerebbe incessantemente su questo, creando condizioni lavorative dignitose attraverso strumenti di legge efficaci. La dignità della persona va difesa in tutti i modi. In Italia proprio le politiche sociali e le politiche sul lavoro sono state quelle che hanno avuto una carenza impressionante, lasciando ai margini della società molti soggetti in difficoltà. Solo il reddito di cittadinanza è riuscito a dare quel poco di ossigeno a chi non aveva nulla. Come detto all’inizio, i furbetti stanno dappertutto e si intrufolano dappertutto, quindi è giusto portarli alla luce, ma non è giusto demonizzare tutti allo stesso piano, perché la povertà onesta è una difficoltà che lede la persone portandolo a non avere nulla da mangiare. Quando non c’è cibo non esiste vita.