Dom. Set 25th, 2022

ROMA- In Italia non c’è più un popolo serio. C’è solo un popolo che si fa trascinare nel baratro senza fiatare, senza dire una parola sulle nefandezze di una classe politica che non c’è più. un popolo che in trent’anni non ha mai saputo votare il vero cambiamento. Si è solo sottomesso alla volontà imposta da un sistema politico che lo ha usato per altri scopi e non certamente per rendergli la vita dignitosa come previsto dai tanti articoli della nostra costituzione. Una costituzione che oggi nessuno più tiene conto del suo valore. L’Europa ha imposto ai nostri governanti di massacrarci e loro hanno obbedito. Ma quello che più fa male sono i continui malesseri che arrivano alla luce e vedono la classe dirigente vivere in una commistione  di poteri e ruoli,  la mancanza di senso e rispetto per le istituzioni, che oggi offendono l’Italia e il popolo italiano. Quello che emerge dai documenti giudiziari pubblicati da Marco Lillo e Vincenzo Iurillo in questi giorni sul “Fatto Quotidiano, mostrano il lato più oscuro di una vicenda che confermata nella sua pienezza, dimostra come il popolo italiano oggi non ha più nessun valore: ognuno fa quello che vuole, tanto si può governare la nazione anche se non si eletti. Ma un popolo con le palle in Italia non c’è più. Si accomoda e lascia che altri possano fare di tutto, anche distruggere il paese. È pericoloso quello che emerge dagli articoli del Fatto. È pericoloso perché il paese ha perso ogni fiducia nella politica, ma la stessa continua a decidere per nome e per conto di un popolo che non si fida più dei politici.

Quello che sta avvedendo è la fine della politica. E il trionfo di ogni sorta di consorteria. Chi si prende i più grandi ruoli di questa nazione non sono più i rappresentanti del popolo, ma semplicemente servitori del potere europeo gestito da Germania e Francia.   Fantocci da mettere e spostare a secondo delle volontà altrui. Ognuno promette di cambiare le cose, ma la speranza di un cambiamento si infrange sempre nell’inconcludenza di un sistema politico ormai privo di autorevolezza politica, perché è allo stesso popolo italiano che è stata tolta l’autorevolezza di poter decidere.