Dom. Mag 29th, 2022

La vicenda del Genova mette tutti in riga. La squadra è giunta al San Paolo di Napoli con un solo positivo rimasto a casa. Finita la partita, ripetuti i tamponi, 14 tra giocatori e staff sono risultati positivi. La società, come imposto dall’Asl, ha sospeso tutte le attività agonistiche iniziando dagli allenamenti. Significa che la squadra del Genova non può affrontare un’altra gara non prima che sia finito il periodo di quarantena. Preoccupa, adesso, le condizioni dei giocatori del Napoli, che sono entrati a stretto contatto con i positivi che erano in campo e quindi probabili contagiati. Nella giornata di oggi ai calciatori del Napoli sarà effettuato il tampone per capire cosa può essere successo.

“Questa è una storia che rientra perfettamente nella dinamica di trasmissione del virus ed allo stesso tempo fa capire quali siano le sub conseguenze di non applicare la quarantena ed esentare i giocatori da questa misura di prevenzione”. Così il virologo Andrea Crisanti ad Effetto Giorno su Radio 24. In merito al caso dei quattordici positivi riscontrati tra i calciatori e lo staff del Genoa, Crisanti ha proseguito a Radio 24: “Ci sarebbe da chiedersi perché viene derogata per il calcio una misura che invece viene applicata a tutti quanti gli altri. Quello che è accaduto è che durante l’allenamento la persona positiva ha trasmesso la malattia. La follia è non aver messo queste persone in quarantena in presenza di un positivo”. A Crisanti è stato chiesto se sarebbe utile mettere in quarantena l’intero team genovese: “Per forza, non ci sono alternative e anche quelli del Napoli vanno messi in quarantena e sotto sorveglianza.  – ha risposto il virologo a Radio 24 – Bisogna fare i tamponi a quelli Napoli adesso e tra due, tre giorni perché chiaramente se uno è contagiato in genere diventa positivo dopo due o tre giorni”.

Il rischio, però, che uno sport spettacolare come il campionato di calcio di serie A può diventare falsato, poiché le strette su una squadra, il morale, la mancanza di allenamenti rispetto ad altra squadra, può condizionare l’andamento della gara. Quindi non è facile dire che si sta disputando una stagione agonistica normale. Di normale non c’è proprio nulla, e solo un modo per non fermare, giustamente, la macchina del calcio. I rischi ci sono e ora, dopo il caso Genova, la situazione diventa sempre più difficile.