Lun. Nov 28th, 2022

Si è tenuta oggi, alle ore 11.00, alla presenza del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Lamberto Giannini, e di numerosi ospiti ed Autorità, la cerimonia di inaugurazione della sede della Questura di Rimini, sita in Piazzale Bornaccini nr. 1.

Nel corso della cerimonia , a cui ha partecipato anche il prefetto Clara Vaccaro Direttore Centrale per i Servizi Tecnico-Logistici, hanno preso la parola il Questore, Dott.ssa Rosanna Lavezzaro, che ha fatto gli onori di casa illustrando l’iter che ha portato al trasferimento della Questura presso una sede più consona e facilmente raggiungibile dai cittadini, il Sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad  e il Capo della Polizia che nel suo intervento  ha sottolineato l’importanza dell’inaugurazione della Questura, ulteriore tappa di un percorso di valorizzazione della presenza sul territorio della Polizia di Stato, che testimonia la costante attenzione per le esigenze di sicurezza dei cittadini.

Il Prefetto Giannini ha, in particolare, ricordato l’attenzione che bisogna dedicare alle categorie più fragili, esortando sia le persone anziane che quelle più giovani, i ragazzi e le loro famiglie, a rivolgersi con fiducia, in caso di bisogno, a chi indossa la divisa, tenendo sempre presente il ruolo svolto dalla Polizia di Stato in difesa delle istituzioni democratiche e a tutela della loro libertà.

Subito dopo, il Vescovo della Diocesi di Rimini, Monsignor Francesco Lambiasi, accompagnato dal Cappellano della Polizia di Stato, Padre Paolo Carlin, ha benedetto la struttura.

Dopo aver reso gli onori ai Caduti della Polizia di Stato con la deposizione di una corona di alloro davanti alla lapide commemorativa che ricorda i caduti della Polizia posta all’ingresso della Questura, il Capo della Polizia ha tagliato il nastro inaugurale, sorretto dai piccoli Alice ed Alessandro, nipoti del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Antonio Mosca, vittima del dovere, deceduto il 29 luglio 1989, a seguito delle ferite riportate per mano degli appartenenti della cosiddetta “banda della uno bianca “.