Ven. Set 30th, 2022

È ancora tutto avvolto nel mistero la nuova epatite che ha colpito un centinaio di bambini nel regno unito e altri in Europa.

Gli esperti ipotizzano che i ripetuti lockdown potrebbero aver avuto un ruolo. Da gennaio ad oggi nel Regno Unito si contano 108 bambini sotto i 10 anni d’età colpiti da epatite, una malattia infiammatoria del fegato. Di questi otto hanno avuto bisogno di un trapianto di fegato. Sono stati segnalati casi anche negli Stati Uniti, in Irlanda, in Danimarca, nei Paesi Bassi e in Spagna, ma gli scienziati non sono ancora sicuri di cosa ci sia dietro questi casi.

È appena partita un’indagine a tappeto su tutti i centri epatologici pediatrici italiani, per valutare l’eventuale aumento di casi di epatiti acute con cause sconosciute e verificare, di conseguenza, se il nostro Paese è interessato al fenomeno che sta coinvolgendo diversi Paesi. A lanciare l’indagine la Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp).

Gli esperti incaricati di indagare sull’ondata di queste epatiti – come riporta il Tempo – ritengono che il ciclo infinito di lockdown possa aver svolto un ruolo determinante, indebolendo l’immunità dei bambini e lasciandoli a maggior rischio di contrarre un adenovirus. Scrivendo sulla rivista Eurosurveillance, il team, guidato dall’epidemiologa della Public Health Scotland, Kimberly Marsh, ha affermato che potrebbero esserci molto bambini «immunologicamente naif» nei confronti del virus a causa delle restrizioni. «Le ipotesi principali sono incentrate sull’adenovirus: una nuova variante con una sindrome clinica distinta o una variante che circola regolarmente che ha un impatto più grave sui bambini più piccoli immunologicamente ingenui», spiegano gli studiosi. «L’ultimo scenario potrebbe essere il risultato di una ristretta mescolanza sociale durante la pandemia», aggiungono. Altri scienziati hanno affermato che potrebbe essere stato un virus che ha acquisito «mutazioni insolite».