Dom. Ago 14th, 2022

Primavera 1954.Napoli, Rione Sanità. All’interno del Teatro San Ferdinando,il drammaturgo,attore e regista Eduardo De Filippo, direttore artistico della compagnia “La Scarpettiana”, attende l’arrivo di un’aspirante attrice che dovrà sottoporre a un provino per un piccolo ruolo nell’opera  di prossima rappresentazione : “Napoli Milionaria”. Arrivata in sala, la ragazza, poco più che ventenne, viene annunciata dall’assistente di scena.  “Buongiorno , Signorina!…Prego,presentatevi pure…”, la esorta De Filippo. “Sì, maestro!…Mi chiamo Isa Danieli , ma il mio nome  d’arte è: Luisa Moretti…”, prende la parola, timidamente, la giovane attrice. “Ah, sì, sì…ho letto la lettera che spediste, insieme con la locandina…E così, voi sareste la nipote dei Di Napoli, la grande dinastia di attori?…bene , bene!…Ho visto la locandina della sceneggiata in cui recitaste…siete giovane, ma a quanto pare avete già imparato ad affrontare il pubblico…Vabbe’, basta con le chiacchiere, cominciamo!…” , la esorta il drammaturgo, continuando: “Adesso, vi spiego la scena…è semplice: voi dovreste interpretare una delle amiche di mia figlia, (nella finzione , si intende)…ma lo avete letto il copinone, no?…conoscete la storia, vero?…lo immaginavo!…ve l’ho letto negli occhi!…Signorina Danieli o Moretti, come preferite….Se vogliamo andare d’accordo, voi dovete studiare…Il fatto che la vostra parte sia una particina , non vi esenta dal conoscere e dal capire l’intero testo, perché solo conoscendo l’opera, e capendone il senso ,potrete avere le giuste infomarmazioni per recitare al meglio il vostro ruolo…che so io?…come far parlare la ragazza che interpretate,come farla muovere…Insomma: voi mi dovete dare una mano a costruire il personaggio!…Vedete, un personaggio vive due volte: una volta sulla velina di carta , quando l’autore lo scrive e una seconda , quando l’attore o l’attrice gli danno voce…perché, vedete…l’autore, come l’attore , è un artigiano, che crea, forgia i suoi personaggi e voi, questo dovete essere: un’artigiana, un’artigiana della scena!…”.

“Il mio è un mestiere, più che una professione. E’ un artigianato puro che si mescola con l’Arte e la passione”. Così, l ‘attrice Isa Danieli, a proposito del Teatro e della recitazione , in un’intervista rilasciata qualche tempo fa a un noto quotidiano. Nata a Napoli il 13 marzo 1937 dalla cantante Rosa Moretti, voce di Radio Napoli  e dall’attore, Renato Di  Napoli, erede di una dinastia di interpreti della farsa napoletana, Luisa Amatucci, questo il vero nome dell’artista, debutta in palcoscenico a quattordici anni, con lo pseudonimo di Luisa Moretti, nella sceneggiata “O curniciello“, nella quale interpreta il ruolo di una ragazza sedotta e abbandonata, genere nel quale si specializza. Poi, all’inizio degli anni Cinquanta, affascinata dal drammaturgo ,attore e regista Eduardo De Filippo, direttore artistico del Teatro San Ferdinando, si presenta ad un provino per un piccolo ruolo nel dramma “Napoli milionaria”, dopo aver appreso della defezione, per malattia, di una comparsa della compagnia. Quindi, ottenuto il ruolo, e terminate le repliche dello spettacolo (registrato e mandato in ondas su Rai Uno nella serie: “Il Teatro di Eduardo”) , viene confermata dal Maestro per le commedie: “Questi fantasmi” ,”Mia famiglia” e “Bene mio e core mio”, nelle quali interpreta una cameriera, (parti scritte appositamente per lei). Messasi in luce all’interno della compagnia eduardiana per la sua capacità di passare dal comico al drammatico, cambiato il nome in Isa Danieli, nel 1955 ottiene il ruolo di “Gemma” in “Miseria e nobiltà”, cui seguono le pièce “Il dono di Natale” “Quei figuri di tanti anni fa”. Nel 1956, insoddisfatta dei ruoli secondari che Eduardo le assegna, abbandona la compagnia per dedicarsi all’avanspettacolo, dapprima, al fianco di Umberto D’ambrosio,consciuto come “Trottolino”, e di Rino Marcelli, e poi di Nino Taranto, accanto al quale, fra il 1957 e il 1963 ,ripropone il teatro di Raffaele Viviani , interpretando anche testi nuovi come “Caviale e lenticchie” di Scarnicci e Tarabusi, “Bello di papà” e “Vado per vedove” di Marotta e Randone e gli episodi della serie Rai “Michele Settespiriti”. Protagonista nel 1976 de “La gatta Cenerentola”, con Roberto De Simone, nel decennio Settanta, esordisce sul grande schermo, prendendo parte a pellicole di  Mario Monicelli (“Caro Michele”), Carolina di Palma (“Teresa la ladra”, tratta dal romanzo di Dacia Maraini “Memorie di una ladra”) e Lina Wermuller(“Travolti da un insolito destino nell’azzuro mare di agosto”, “Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici”). Tuttavia, la vera popolarità arriva soltanto nel 1984, grazie alla partecipazione al film di Luciano De Crescenzo ,”Così parlò Bellavista”, desunto dall’omonimo libro di quest’ultimo, successo replicato fra la fine degli anni Ottanta e nei Novanta,  con le pellicole di Giuseppe Tornatore, (“Nuovo cinema Paradiso”), di Ettore Scola ( “Maccheroni”), di Lina Wetmuller, (“Un complicato intrigo di donne,vicoli e delitti”, per la quale si aggiudica il Premio Nastro d’Argento come “miglior attrice non protagonista”, “Sabato, domenica e lunedì“, adattamento dell’omonima commedia di Eduardo, e “Io speriamo che me la cavo”, trasposizione dell’omonimo racconto del Maestro Marcello d’Orta, “Ninfa plebea”, tratta dalla novella di Verga e “Ferdinando e Carolina“), e  di Nanni Loy, (“Pacco , doppio pacco e contropaccotto”). Nel 2000, dedicatasi prevalentemente al Teatro , interpreta i drammi “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, con il quale si aggiudica il Premio Ubu come “miglior attrice” e “Ferdinando” di Annibale Ruccello , grazie a cui ottiene il Premio Gassman, alternando al palcoscenico il set della serie Tv Rai “Capri”, alla quale prende parte per due stagioni, durante le quali perde il marito, Luigi Esposito , scomparso dopo una malattia . Fra il 2010 e il 2012,invece, recita con Veronica Pivetti nello spettacolo allestito in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità Nazionale, “Sorelle d’Italia” ,nella pièce, di cui è anche autrice : “Fragile”  e ne “L’abissina-Paesaggio con figure” ,spaccato di vita rurale, tra dramma e ironia, tratteggiato da Ugo Chiti.  Nel 2018,in scena con i nipoti  Luisa e Stefano Amatucci, nel dramma “Caina”, partecipa a una puntata della soap di Rai Tre “Un posto al sole”. Di recente in palcoscenico ,accanto alla collega Giuliana De Sio, con lo spettacolo “Le Signorine” di Gianni Clementi, per la regia di Pierpaolo Sepe, di sé e del suo mestiere di attrice, ha detto: “Io già da piccola ho cominciato a frequentare i teatri, anche se mia madre non voleva che facessi l’attrice. Direi che il Teatro per me è stato tutto, ma devo molto del mio successo anche al Cinema. Lavorando con attori del calibro di Marcello Mastroianni, tanto per citarne uno ,o con registi come Ettore Scola, non potevo non acquisire qualcosa di importante per la mia lunga carriera artistica”.