Lun. Mar 4th, 2024

Inverno 2016. Roma, via Nomentana, quartiere Montesacro-Valli . Mentre una folata  di grecale mette a dura prova, sferzandoli,  i rami degli alberi che lambiscono la strada, all’interno di un  supermercato rionale due anziane valutano le offerte del giorno. ” ‘A Ci’, ma hai visto a quanto è arrivata la carne?…oh, venti euro al chilo, no , dico venti euro!…Io , co’ venti euro, c’è pago la bolletta del gas!…” , constata la signora Egle,  rivolgendosi all’amica, Cinzia. “Eh, c’hai proprio ragione , Egle mia!…è ‘n’vero scandalo!…mah!…chissà questi che ce governano  che fanno?…”, s’interroga la signora Cinzia. “Come che fanno , Ci’? …se fanno l’affaracci loro!…” , risponde sarcastica la signora Egle. “Belle signore , scusate se ve’ interrompo ‘n’momentino…, si avvicina, intromettendosi  nella conversazione l’attrice Isabella Biagini, “Vorrei sape’ se sulle fettine c’è ‘n’offerta particolare…oggi è mercoledì, di solito il mercoledì, c’è sempre uno sconto!…” . “Infatti, c’ha ragione!…lo stavo pe’ chiede’ giusto giusto alla mia amica Cinzia!…Ma lei, c’ha un volto che me ricorda quarcheduno…lei , me sa che è ‘na persona famosa!…sì sì , io , a lei, l’ho vista ‘n’televisione!…” , afferma con tono sicuro  Egle. “Famosa,io?…no no , me sa che se sbaglia…me sa che se sta ‘a confonde co’ qualcun altro!…” , smentisce l’attrice-imitatrice. “No , no …l’amica mia c’ha proprio ragione!…io pure l’ho riconosciuta…lei è la Biagini…Isabella Biagini!…” , la incalza  Cinzia. “Beh!…lo ammetto : Isabella Biagini ero  proprio io!…”, esce allo scoperto l’artista , aggiungendo: “Però, belle signore, me dispiace contraddirvi , ma  non so’ ‘na persona famosa manco pe’ niente, perché io, mò, non so’ più “Isabella Biagini”…”Isabella Biagini” non esiste più!…Io , all’ anagrafe risulto “Concetta Biagini”!…quindi , la Biagini , non so’ io, non so’ più io !…Io so’ Concetta, Concetta e basta!…” .

“Negli anni Sessanta e Settanta, è stata lo stereotipo dell’oca giuliva , della bellona bionda e procace , superficiale e svampita”. Queste le parole usate da un critico televisivo per descrivere l’attrice , showgirl e imitatrice Concetta  Isabella Biagini. Nata a Roma, il 19 dicembre del 1943,esordisce sul grande schermo nel 1955 , grazie al regista Michelangelo Antonioni, che ,notatane l’avvenenza, la scrittura per un piccolo ruolo nella pellicola “Le amiche”. Apparsa in seguito in svariati film dalle trame “spensierate” , partecipa a un concorso per annunciatrici televisive bandito dalla Rai , dimostrando doti comiche  che le valgono una scrittura. Quindi, fra gli anni Sessanta-Settanta, alternato il mestiere di attrice cinematografica  in commedie all’italiana, come “Amore all’italiana” di Steno, “Il sindacalista” di Luciano Salce e “Boccaccio”di Bruno Corbucci, a quello di showgirl, prende parte a varietà musicali della Rai quali “Non cantare , spara”, “Bambole, non c’è una lira” e “C’era una volta Roma”, raccogliendo un largo consenso di pubblico  per le sue imitazioni ironiche e dissacranti. Trascorso un periodo lontano dall’ambiente televisivo a causa della depressione, nel 1984 torna sul piccolo schermo con i programmi di successo “Cari amici vicini e lontani”, condotto in coppia con  Renzo Arbore e “Tv Story”, condotto insieme con Walter Chiari. Segnata da una vita sentimentale e familiare  difficile ( si sposa  per due volte) , nel 1999 perde la figlia Monica  a causa di una malattia fulminante. Provata dal tragico evento, si ritira dalle scene, tornando in video sporadicamente e soltanto  per denunciare le sue precarie condizioni economiche  e di salute.   Protagonista , qualche mese fa , di spiacevoli fatti di cronaca (lo sfratto  dalla sua abitazione in via Nomentana, il successivo incendio che l’ha devastata e  l’investimento da parte di un pirata della strada) , nel corso di un’intervista, ha dichiarato : “Per cinquant’anni ho fatto casa e bottega e ho assistito mia figlia malata. Monica è andata via nel ’99. Da allora , mi sento in una fossa di serpenti. Nulla ha più senso, ormai” . Tuttavia, seppur assente  dagli schermi e dai palcoscenici , continua ad essere stimata e ricordata da esperti  ,quali  Maria Stella Conte, giornalista  de “La Repubblica”,  come : “Simbolo di una sensualità dirompente, anni Sessanta, schietta, autoironica  e priva di ambiguità; simbolo di un erotismo domestico che si poteva immaginare con i capelli odorosi di ragù, le unghie con lo smalto rossofuoco smangiucchiato dal bucato e lo sguardo rassicurante di una femminilità un po’ ottusa che celebra se stessa” .