Dom. Mag 22nd, 2022

Il quadro italiano è alquanto disastroso. Una pressione fiscale pari al 48,8% e in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A rilevarlo sono i dati Istat, analizzati nel quarto trimestre – fa sapere l’istat – In questa fase, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche (Ap), in rapporto al Prodotto interno lordo, è stato pari al 2,01% (1,9% nello stesso trimestre del 2017).

Quelle che stanno soffrendo maggiormente l’andamento di questa nuova ondata di crisi economica generale sono le famiglie italiane. Il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è diminuito dell 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nel 2018, quindi, la pressione fiscale si è attestata al 42,1% del Pil, in riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto ai 42,2 del 2017.

Con una pressione fiscale al 48,8% significa che ogni lavoratore deve lavorare metà anno per le tasse e metà per se stesso. Infatti il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,5% e la loro propensione al risparmio è stata pari al 7,6%. La flessione è derivata, secondo l’istituto di statistica, da una crescita della spesa per consumi finali, +0,5%, e della flessione del reddito disponibile lordo, -0,2%. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha subito nel quarto trimestre una nuova diminuzione, riportandosi sostanzialmente sul livello registrato all’inizio dell’anno.