Dom. Gen 29th, 2023

ROMA- Mi chiedo come sia miope la politica italiana, non vedendo i disagi dei cittadini attanagliati da una crisi che perdura ormai da diversi anni.  Sui giornali, nelle TV, si assiste alle solite scaramucce da bar dello sporto, su argomenti, invece, che hanno un’ossatura che va affrontata, forse, tutti insieme. La miscela infernale costituita dalla recessione economica, dall’aumento dei migranti, dal pericolo del terrorismo rischia di modificare in modo profondo gli orientamenti di vaste masse popolari svolgendo un ruolo propellente nei confronti della politica tutta. Non si tratta di populismi, ma è soltanto frutto di una rabbia diffusa che mette a rischio la stessa democrazia.

Il prossimo anno si torna alle urne. Sarà di sicuro un anno di forte scontro politico, dove ognuno cerca di farsi le ragioni sui cinque anni passati. Ci sarà di sicuro un forte impatto sull’opinione pubblica che deve decidere chi deve governare per i prossimi cinque anni. Di mezzo c’è un’opinione pubblica che in questa legislatura ha visto passare tre governi, e i risultati ottenuti sono deludenti. Qualsiasi sforzo per far apparire i numeri delle statiche positivi, fa a cazzotti con una realtà ben diversa, che viene percepita dal cittadino tutta in negativo.

L’orientamento popolare differente dalla vecchia cultura politica italiana, dove il cittadino votava secondo uno schema ben predefinito senza mai scostarsi dalle vecchie idee politiche, oggi non trova più terreno fertile, poiché una parte della massa vive in condizioni disagiate. Si è creato un nuovo fiume, insuperabile, che divide in maniera netta i cittadini dalla politica. Si sta creando un nuovo sentimento popolare distante dalle pretese dei partiti. Quelle vecchie strutture politiche sono viste dai cittadini come contenitore di tutti i loro mali, quindi la posizione, alle urne, potrebbe riservare spiacevoli sorprese, poiché la gente è al limite della sopportazione.