Sab. Dic 3rd, 2022

C’è un’Italia divisa a metà. Da un lato troviamo una parte di società che ha un reddito garantito, gli imprenditori e le imprese ad alto volume, che non hanno preoccupazioni. Dall’altra troviamo un paese ridotto all’osso, che vive di stenti e non riesce a garantirsi più nulla. Sono due società diverse, che fanno a cazzotti fra di loro. C’è chi oggi è già con la testa nelle migliori località di villeggiatura, e c’è chi, invece, non sa nemmeno come mettere un piatto sulla tavola. Per una parte di questi soggetti qualche piccolo sostegno è arrivato dal reddito di cittadinanza, che ha dato quel poco di ossigeno per garantire perlomeno un piatto e pagare le utenze. Non è tanto, ma basta per sostenersi. Chiaramente chi lo combatte ha la pancia piena e non sa cosa significa girarsi intorno e non avere nulla.

In questo frangente siamo dinanzi ad una crisi sociale forte e preoccupante. Chi sta bene in questo paese sono i garantiti della pubblica amministrazione. Gli unici che può succedere qualsiasi cosa che non hanno nulla da preoccuparsi. Si è visto con l’epidemia: gli unici che non hanno sofferto economicamente sono stati proprio loro. Mentre c’era più della metà del popolo italiano che andava in sofferenza, i garantiti della pubblica amministrazione erano tranquilli forti dello stipendio che arrivava ogni fine mese.

Ed è proprio l’epidemia che ha portato alla luce quella divisione sociale che già c’era ma non si vedeva. Con l’epidemia è esplosa portando alla luce tutte le incongruenze che navigavano di nascosto nella società italiana. La povertà è emersa velocemente, come è emerso il disagio delle piccole e medie imprese, oltre al commercio in generale. Oggi la situazione è di gran lunga peggiore. Uno stato di cose che solo una sana politica può risolvere, ed è quello che manca alla nazione Italia.