Mar. Ago 9th, 2022

ROMA- Anticipatamente dalle colonne di questo giornale, quando Renzi presentava la riforma del lavoro, il cosiddetto Jobs Act, che era una legge sporca che non dava lavoro ma, anzi, appena finiti gli sgravi avrebbe creato disoccupazione. Ecco, avevamo ragione noi.

Ora l’inps, senza avvertire nessuno, fa sapere che solo nel mese di gennaio 2016 si sono persi 70mila posti di lavoro. Noi l’avevamo detto, ed è successo. Tutto perché gli sgravi si sono ridotti e agli imprenditori non conviene più assumere. L’effetto, come abbiamo sempre previsto, è stato un immediato calo non solo delle assunzioni ma anche delle trasformazioni di rapporti a termine in tempi indeterminati: anche quest’ultime, infatti, sono scese da 43.445 a 41.221. 120mila rapporti di lavoro in meno rispetto a gennaio 2015.

La luna di miele sula lavoro del Premier mai eletto dal popolo italiano è finita. Era prevedibile, e ribadiamo ancora una volta perché: gli imprenditori per continuare a tenere in piedi l’impresa e regolarizzare alcuni rapporti di lavoro, hanno approfittato della riforma e degli sgravi fiscali messi in campo dal governo, salvo poi ricredersi comprendendo che il bumerang, data l’enorme crisi dei consumi, si ripercuoteva solo su di loro ed hanno frenato la corsa.