Mar. Ago 9th, 2022

ROMA- È quasi un anno che con le mie due collaboratrici, la scrittrice Antonella Tamburrino e la professoressa Rosanna Falco, entriamo nelle scuole per parlare di violenza sulle donne. Un argomento che a me sta particolarmente a cuore. L’obiettivo è quello di far capire ai giovani l’importanza del rispetto per tutto ciò che ci circonda, e nello stesso tempo far comprendere l’amore come forza dell’umanità per impedire continue violenze.

L’8 Marzo è la festa della donna, ma non deve essere una festa di “divertimento”, ma un momento di riflessione su quello che avviene nel mondo alle donne. Un modo per rispettare chi ha perso la vita lavorando e rivendicando i propri diritti. La festa nasce da una tragedia: le operaie newyorkesi dell’industria tessile Cotton avviarono uno sciopero per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. L’8 marzo il proprietario (Mr. Johnson) bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Nella fabbrica scoppiò un incendio, e le 129 operaie prigioniere morirono in un terribile rogo. Questa data venne proposta come giornata di commemorazione internazionale in favore delle donne da una delle più note combattenti per i diritti del gentil sesso, Rosa Luxemburg.

Quindi la festa della donna deve essere un momento dove si ricorda il dolore del passato, ma anche del presente, poiché ancora oggi nel mondo ci sono milioni di donne sfruttate, violentate, picchiate e uccise. Ecco, ricordiamo queste donne, e sarebbe forse meglio che dal prossimo anno ci fosse un minuto di silenzio in tutto il mondo per ricordare tutte le donne trucidate e sfruttate di questo mondo.