Lun. Dic 5th, 2022

La campagna elettorale del centrodestra e del duo Calenda-Renzi è stata tutta incentrata sull’abolizione del reddito di cittadinanza. Durante la campagna elettorale è stato creato un clima d’odio contro i percettori, tanto che i social dopo la vittoria della Meloni, che ha sostenuto di volerlo eliminare o modificare che sia, si sono scatenati contro i percettori del reddito. Un offesa fuori luogo contro chi non ha nulla e on il reddito è riuscito a mangiare e fare quel minimo che gli serviva per sopravvivere.

Il reddito è stato istituito dal M5S e la corsa all’abolizione era proprio per creare quel sentimento di disprezzo contro il M5S cercando di eliminarlo dalla scena politica italiana. Cosa che non è riuscita. Ma ora a dare man forte allo strumento del movimento viene in soccorso la commissione UE.

La Commissione europea interviene contro la povertà e l’esclusione sociale con una raccomandazione agli Stati Ue affinché usino al meglio lo strumento del reddito minimo. E sull’ipotesi di abolire il reddito di cittadinanza italiano invita a riflettere bene prima di intervenire. L’obiettivo delle proposte presentate da Bruxelles è ridurre entro fine 2030 di 15 milioni, rispetto ai 95 attuali, il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale e portare dal 73 al 78% la popolazione occupata tra i 20 e i 64 anni. “In un momento in cui molte persone stanno lottando per sbarcare il lunario, sarà importante che questo autunno gli Stati membri modernizzino le loro reti di sicurezza sociale con un approccio di inclusione attiva per aiutare i più bisognosi”, ha segnalato il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis.

Insomma, il reddito di cittadinanza, che può essere migliorato e ci possano essere più controlli, è uno strumento che aiuta a vivere con un minimo di dignità chi non ha nulla o per mancanza di lavoro non ha nulla. Vedremo cosa succede nei prossimi mesi in Italia.