Sab. Feb 4th, 2023

Abbiamo passato tre anni a lottare per riprenderci la libertà che la pandemia ci aveva sottratto. Una libertà riconquistata gradualmente ma che è costata tanto rancore tra le persone. Siamo quasi fuori, ma c’è il presentimento che la gente si è incattivita. L’epidemia sembra sortito l’effetto contrario: invece di diventare tutti più buoni si è inasprito il sentimento di odio demolendo quello del rispetto.

Tutto è iniziato con il siero, che ha creato una vera guerra tra chi era favorevole e chi invece aveva i suoi dubbi. Sembrava una mattanza quotidiana contro chi aveva forti dubbi. È diventata una guerra mediatica contro i no vax tanto da creare un sentimento di odio profondo contro chi la pensava diversamente. La gente diventava cattiva e non se ne rendeva conto.

Finito il periodo del siero, quando ormai nessuno più ha dato retta ai continui richiami, ormai diventati a cadenza trimestrale, è iniziato un nuovo periodo di odio. Questa volta è toccato ai percettori del reddito di cittadinanza finire nel cestino degli attacchi. Mentre l’istituto previdenziale, con numeri alla mano, dimostrava che il reddito aveva tolto dalla povertà un milione di persone, una parte politica iniziava una vera guerra contro i poveri trovando ottimi alleati negli elettori.

Nella fase della campagna elettorale era ricorrente la frase è “finita la pacchia”. Frase che faceva aumentare l’odio verso chi con quei pochi spiccioli riusciva a mettere il piatto sulla tavola e pagare le bollette. Di più non può fare. Eppure la politica, che guadagna 12 mila euro al mese,  è riuscita a far credere a chi guadagna 1200 euro al mese, che il suo nemico era il povero. Il reddito può avere delle storture, e su questo la politica deve essere brava a rimuoverle, ma non si può aprire un nuovo capitolo di odio apostrofando l’essere umano come occupabile e non occupabile. Etichettare le persone è la cosa più orrenda che la politica possa fare. Invece di lavorare per rimuovere le storture sembra, invece, volersi creare un nuovo strumento per incattivire ulteriormente le persone. La cattiveria, l’odio, la mania di superiorità, non ha mai portato da nessuna parte.