Mar. Mag 24th, 2022

Circola insistentemente un monito sul lavoro che c’è e nessuno vuole farlo. Come circola che se non fosse per gli immigrati certi lavori non si possono più fare. Ebbene, siamo sempre dinanzi ad una colossale bugia portata avanti dalla solita politica, che deve screditare poiché ha fatto le regole in malo modo.

Il concetto è un altro: la politica non è in grado di creare lavoro. Il lavoro lo creano gli uomini e le donne con gli attributi, ma essi vanno messi in condizioni di poterlo creare. Cosa che la politica non ha mai fatto ed ha pensato solo ai fatti propri.

L’ondata emigratoria che ha visto il sud trasferirsi al nord c’è sempre stata. I meridionali emigrati hanno fatto qualsiasi lavoro pur di portare un tozzo di pane a casa. Allora era un contesto diverso. Una situazione che è andata bene fin quando non è arrivato il maledettissimo euro.

Fino a quando non c’era l’euro, le cose andavano benino. Se ti trasferivi, percepivi uno stipendio dignitoso che ti permetteva di affittare una casa e pagare tutte le utenze domestiche, oltre che a vivere. Oggi se trovi un lavoro al nord, lo stipendio massimo arriva a mille e duecento euro. Solo per affittare una casa ci vogliono dai seicento euro in su. Significa che mezzo stipendio è già andato via. Poi ci sono le utenze domestiche che portano via altre trecento euro, alla fine rimane ben poco per poter vivere. Stiamo parlando di spese basi. È chiaro che sulla scorta di tutto ciò è impossibile trasferirsi dove offrono un lavoro. E parliamo di casi fortunati, perché ci sono anche offerte di lavoro che non superano le settecento euro. La politica, però, continua a raccontare bugie, offendendo chi di mancanza di lavoro serio e vero, muore. Prima con uno stipendio di due milioni e quattrocento mila lire, pure se ti trasferivi, facevi tutto, e la casa la compravi pure. Oggi con mille e duecento euro non fai un bel niente. Chiaro.

Smentiamo anche il fatto che gli immigrati fanno lavori che nessuno vuole fare. Un’altra bugia grossa come il mare frutto di propaganda politica. Gli immigrati fanno i lavori che fanno perché gli italiani non possono fare, e il motivo è semplice: sono sottopagati e quello che guadagnano per loro va benissimo, poiché non pagano nulla. Vivono sette otto persone in una sola casa. Nei casi peggiori nelle baracche. Non pagano assicurazione auto, bollo, spazzatura, luce, acqua, insomma, la montagna di cose che non pagano è enorme, quindi quello che guadagnano, seppur sottopagato, per loro va benissimo, mentre per l’italiano non è possibile lavorare con venti euro al giorno, al massimo venticinque.

Raccontare le cose vere non piace a nessuno, così si continua a offendere gli italiani proprio sul dramma più grande della loro esistenza, il lavoro, specialmente al sud dove il lavoro non c’è mai stato.