Ven. Mag 20th, 2022

In un solo anno Giorgia Meloni ha fatto il salto di qualità con Fratelli D’Italia. Ha superato persino i numeri di Alleanza Nazionale, prima che Gianfranco Fini demolisse definitivamente la destra italiana. Il banco di prova sono le prossime regionali, che possono confermare il trend positivo di quest’ultimo anno.

Un sondaggio di Monitor Italia, nato dalla collaborazione tra Agenzia Dire e Istituto Tecnè, ha tracciato il bilancio di un anno dei partiti e movimenti che sono sulla scena politica italiana.
La Lega resta al primo posto, con il 24,9%; il Pd al 20,2%; Fratelli d’Italia al 16,0%; M5S al 15,0%; Forza Italia al 8,3; la Sinistra al 2,9%; Azione al 2,9%; Italia viva al 2,7%; +Europa al 1,9%; Verdi al 1,6%. Per quanto riguarda le coalizioni il centrodestra toccherebbe quota 49,2% e con questa percentuale le alchimie difensive generate dalle possibili riforme elettorali proporzionaliste potrebbero ben poco.

Dopo il dito puntato di Fini contro Berlusconi, con la storica frase “che fai mi cacci”, inizia il tracollo della destra moderna e democratica italiana. Da quel momento molto dell’elettorato di destra si è spostato verso il M5S, rimasta l’unica forza alternativa alle altre forze politiche. Nessun elettore di destra avrebbe mai votato a sinistra, quindi i voti dati al M5S erano da un lato di protesta e dall’altra, non avendo alternative, hanno dato fiducia ai grillini. Cosa che ha poi provocato una forte delusione dopo l’apparentamento con il PD. A questo punto è iniziato il tracollo del M5S. Oggi la Meloni li supera portandosi al 16% riprendendosi una buona fetta, se non tutti, quelli che erano gli elettori che una volta votavano AN.

Giorgia Meloni ha saputo parlare alla pancia dei cittadini. Ha fatto un’opposizione costruttiva con argomenti che riguardano la vita di tutti i giorni dei cittadini. Ha saputo parlare ai giovani. Insomma, ha fatto un lavoro che oggi la premia e gli dà la possibilità di poter sognare anche un partito più grande di quello che già oggi danno i sondaggi. È chiaro che i sondaggi sono un conto e le urne un altro. Quindi le prossime regionali possono dare una risposta quasi definitiva alla scalata di Fratelli d’Italia.