Sab. Dic 3rd, 2022

La scuola è sempre stato il nodo più spinoso di questa epidemia. In Italia ci sono state aperture e chiusure a valanga, a volte disposte dal governo centrale, altre invece da regioni e comuni. C’è sempre stato chi era favorevole e chi invece si schierava contro le chiusure. Purtroppo siamo in guerra. Una guerra ancora più brutta perché non si sentono i fischi delle bombe che cadono e le artiglierie che sparano, davanti abbiamo un nemico invisibile che arreca molti danni alla salute umana ed ha ucciso più di centomila persone. Ma alla società moderna questo non importa, l’importante che lo stile di vita continui nonostante il pericolo.  

Il governo Draghi ha dato modo di capire che dopo Pasqua sia intenzione di riaprire le scuole in presenza a partire da quelle dell’infanzia. Abbiamo visto, negli ultimi mesi, susseguirsi gli appelli e le proteste da parte del mondo della scuola perché gli istituti accolgano di nuovo gli alunni. Ma una più silenziosa, non piccola, fetta di insegnanti e genitori è ancora titubante sulla questione. Anzi, preferirebbe continuare a fare i conti con la Dad piuttosto che esporsi al pericolo contagio. A dirlo, un sondaggio di ‘Tecnica della Scuola’ su 10.094 lettori: così come riporta il sito Skuola.net, infatti, il 49,3% del campione si è infatti schierato contro il ritorno in classe in tutti i gradi scolastici. C’è comunque un 33% che si è detto favorevole al riavvio in presenza di tutti gli studenti e un 17% che lo considera attuabile solo per infanzia e primaria.