Dom. Dic 4th, 2022

Nel paese dei balocchi può succedere che tra un po’ avere una partita Iva è come avere un affitto mensile che devi pagare se non vuoi essere sfrattato dallo stato. È in arrivo una batosta pronta a piombare sui soliti tartassati: le partite Iva. “Bisogna semplificare”, annuncia in un’intervista a Repubblica Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate. Ma la verità che le casse dello stato piangono lacrime di sangue, e si corre ai ripari cercando di avere soldi liquidi ogni mese. A chi chiederli, chiaramente a chi in Italia paga le tasse e manda avanti il barraccone, cioè chi fa impresa.

Il fisco potrebbe dire addio al sistema di acconti e saldi annuali che caratterizzano i mesi delle dichiarazioni dei redditi. E così anche gli autonomi potrebbero pagare le tasse “mese per mese” con un “sistema di prelievi mensili”. Magari con l’addebito diretto dal conto corrente del contribuente. Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate, spiega che si sta lavorando a un processo di semplificazioni fiscale, che avrebbe consentito alle partite Iva di pagare mese per mese, o su base trimestrale, le tasse dovute e non in due tranche l’anno. Ma la realtà, come spesso accade, non sarà migliore delle aspettative.

Il virus ha portato una crisi economica proprio all’interno delle partite Iva, quindi il governo si rende conto che molte partite Iva non hanno redditi e molti di esse finiranno in perdita quest’anno. Altre ancora avranno redditi pari alla metà di quelli che di solito hanno. Durante il 2021 quando arriverà il momento degli acconti, dato che si possono versare in base al reddito dell’anno precedente, in molti pagheranno di meno. E ciò comporterà che il governo per il 2021 avrà incassi molto bassi e dovrà aspettare il 2022 per poter raccogliere qualcosa. Sempre che gli affari nel Belpaese migliorino.

Gli effetti della crisi da Covid è stato un drastico calo delle entrate tributarie e contributive: -7% pari a 24 miliardi di euro finora. Poi ci sono i consumi in calo e quindi meno entrate dall’Iva. Ecco spiegato cosa si nasconde dietro la “rivoluzione” di Ruffini: una voglia matta di fare cassa da parte dello Stato. Quello spettro che non fa mai un passo indietro quando si tratta di terrorizzare i suoi cittadini, ma non ha fatto i conti con la stanchezza degli italiani, che può portare alla chiusura di tante partite Iva che, poi, si rifugeranno nel reddito di cittadinanza.