Lun. Dic 5th, 2022

L’italiano è una persona che si vergogna facilmente per la sua condizione di vita. Proprio il mondo del lavoro è stato bistrattato dalle leggi dei vari governi che si sono susseguiti alla guida della nazioni. Leggi che hanno leso la dignità di chi lavora. È stato lesa anche al dignità di chi un lavoro lo cerca. Non si possono più accettare lavori part time per lavori di bassa manovalanza che non superano le  500 euro lordi. Come si fa a vivere dignitosamente con stipendi da fame. Possibile che finora si siano fatte solo leggi che hanno ucciso il futuro di intere generazione, dando in mano agli imprenditori strumenti che li favoriscono e certamente non favoriscono chi deve lavorare spezzandosi la schiena. Tutto ciò non è più tollerabile in una nazione fondata sul lavoro. Quell’articolo uno mortificato e reso inutile dalla politica.

Siamo entrati pure in una fase rischiosa che può portare alla chiusura di tante attività commerciali e imprenditoriali per via del caro bollette. Qualora il trend continuasse sulla scia delle chiusure, è chiaro che di lavoro se ne troverà sempre più poco e sarà difficile dare una sistemazione a tutti.

Tutto ciò genera ulteriore povertà e la povertà porta vergogna. Chi vive una condizione di vita precaria piega lo sguardo verso il basso. Lo notiamo nei vari centri caritas che si occupano di dare un pasto ai poveri, ebbene, lì capisce come sia grande la vergogna dei singoli soggetti. Hanno lo sguardo triste e piegato vero il basso sperando che nessuno li riconosca. Hanno la vergogna nel cuore, ma non è colpa loro. Loro sono finiti in disgrazia perché la società non gli ha consegnato l’alternativa per ripartire. Non hanno trovato di meglio e si sono arresi. Una nazione come l’Italia non può permettersi di avere cinque milioni di persone in povertà assoluta, come non può avere altri dieci milioni persone che vivono con lo spettro quotidiano di finire in povertà assoluta. L’Italia ha bisogno di cambiare questo regime di cose, che porta tante persone a vivere nella disperazione.