Mer. Feb 8th, 2023

Ormai in questo paese sta diventando di moda attaccare la povertà invece di lavorare seriamente per annientarla. E dal tempo della campagna elettorale che si sente parlare solo e soltanto di reddito di cittadinanza, come se esso fosse il male di tutti mali per l’Italia. Poi ogni giorno si snocciolano dati sulla povertà in Italia, e si scopre che c’è una fetta di popolazione malata di povertà. In questa fetta rientrano anche i bambini.

3 milioni di italiani per Natale non vedranno né il cenone né il pranzo di Natale, e dovranno rivolgersi alle mense dei poveri per poter mangiare. Ma non è un momento solo quello del Natale, ormai è un cancro con cui milioni di italiani ci vivono quotidianamente. La povertà si aiuta a superarla e non attaccarla come se fosse un peso. Nessuno povero vuole vivere nella povertà. Poveri ci si diventa perché la vita spesso riserva cattive sorprese. Se un povero non può mangiare, non ha soldi in tasca, non può curarsi, certamente la colpa non è sua ma di chi gestisce il potere politico in Italia.

Se il paese precipita nella povertà relativa o assoluta, significa che le politiche fatte per il lavoro sono state tutte fallimentari. Perché alla base della povertà c’è inevitabilmente la mancanza di lavoro. Quando manca il lavoro manca tutto. Il nostro paese in termini lavorativi ha lacune enormi, che non permettono a tutti di costruirsi una vita lavorando. Il futuro si è sempre costruito con il lavoro, quello vero, se c’è una fetta di popolazione che non riesce a trovarlo, per una serie di motivi, è chiaro che c’è sempre qualcuno che rimane indietro. Le difficoltà economiche attualmente creano disuguaglianze sociali, che uno stato dovrebbe eliminare, invece in questo momento storico si sta vivendo una fase sgradevole, dove le vittime sembrano essere chi sta bene e i colpevoli chi sta soffrendo la povertà.