Mer. Feb 8th, 2023

CASERTA – A volte per cambiare le cose ci vogliono scatti di coraggio. Ci vogliono scelte ben precise che portano a decisioni che danno lo stimolo al cambiamento. Alla provincia di Caserta è mancato proprio il coraggio decisionale. Si è lasciata offendere senza reagire, subendo mortificazioni in silenzio, come se non esistesse. È stato proprio il silenzio a generare le tante umiliazioni e soprusi che sono piovuti sull’intera provincia. Avere 47 chilometri di spiaggia e non vederli mai sviluppati, è segno di menefreghismo totale da parte di cittadini e istituzioni. Dal 1970 ad oggi, la nostra provincia è stata considerata “stupida” e “incapace” di decidere. Tanto che poi tutti l’hanno usata per interessi propri e non del bene comune.

A ridosso della nuova campagna elettorale ci ritroviamo nella stessa situazione di prima: la provincia di Caserta rimane ultima. Era ultima nel 1970, è ultima nel 2018. Se in tutti questi anni non si è fatto nulla, qualcosa è andato storto. Le ferite inflitte a una terra stupenda come la nostra, non si sommano, sono talmente tante che il sangue continua a scorrere e fa diventare di colore rosso una terra che aveva un colore azzurro meraviglioso.

È giunto il momento di rivendicare la nostra sovranità territoriale. Rivendicare un rispetto che nessuna classe dirigente ha mai avuto nei nostri confronti. Decidere se vogliamo consegnare ai nostri giovani un futuro più schifoso di quello che è stato consegnato alle passate generazioni. Nessuno deve più decidere per noi, ma dobbiamo essere noi a dettare le condizioni e decidere per il nostro bene. Delegare non significa subire. Delegare significa rispettare la volontà di chi ha eletto.

Abbiamo il sacrosanto dovere di dimostrare in pieno di non essere stupidi. Di non accettare più condizioni dettate dall’alto, ma che abbiamo una testa per ragionare. Dobbiamo decidere se vogliamo cancellare definitivamente l’appellativo di terra dei fuochi che ci ha mortificato in tutti questi anni, per colpa di una politica disattenta. Dobbiamo scrollarci di dosso, una volta per tutte, l’etichetta che siamo tutti camorristi: non lo siamo. Siamo una provincia straordinaria, ma semplicemente mortificata dagli atteggiamenti poco corretti delle istituzioni politiche. Dobbiamo chiedere il massimo rispetto per amore della nostra terra. Ma dobbiamo essere prima noi cittadini ad avere l’obbligo morale di amare la nostra terra, per difenderla da chi la vuole continuare a distruggerla.

Francesco Torellini