Gio. Feb 2nd, 2023

CASALNUOVO- Sono da poco finiti i funerali di Tiziana Cantone, la giovane donna suicidatasi dopo che un suo video hard, che la ritraeva in rapporti sessuali e inviato via whatsapp ad un amico è finito in rete. Dolore e sgomento intorno ad una vicenda che mette dei punti interrogativi sia sulla rete sia sui media. La vicenda di Tiziana porta alla luce tutte le anomalie che girano intorno al sistema di internet.

Tiziana non ha retto alla gogna mediatica in cui era finita. La sua può anche essere definita una leggerezza, ma come tutte le leggerezze hanno un inizio ed una fine, ciò non è successo, e ancora oggi la rete continua a diffamare una persona che non c’è più.

Secondo quanto riporta “Il Messaggero” a convincere Tiziana a girare quei video sarebbe stato l’ex fidanzato. “Tiziana mi confidò – racconta la madre – che il fidanzato l’aveva indotta e costretta più volte a girare questi video con altri partner, perché provava piacere”. L’uomo, Sergio Di Palo, negli ultimi mesi avrebbe anche pagato le spese legali per eliminare dalla Rete i filmati.

Ora la famiglia chiede di fermare la mattanza contro una ragazza che ha pagato con la vita l’essersi fidata della rete. Ed è proprio su questo che ognuno di noi deve interrogarsi a lungo: un mezzo capace di mettere in contatto tutto il mondo, si sta rivelando, spesso, una trappola infernale. Le istituzioni devono capire che ci vogliono dei provvedimenti seri ed efficaci per evitare che altri casi del genere possono accadere. Apriamo per un attimo le coscienze e facciamoci entrare la consapevolezza che il comportamento di una persona, che riguarda la propria privacy, non può essere oggetto di diffamazione per mero sfizio.

I media devono fare attenzione a certe notizie, specie quando si tratta della vita di una persona, che può essere toccata se il comportamento dell’informazione va ben oltre la diffusione di una notizia. Tiziana non ha retto a tutto questo, si è arresa alle cattiverie della vita ma, soprattutto, si è arresa all’indifferenza della gente.