Ven. Ago 12th, 2022

Ancora una volta è quella inutile macchina che fa le scelte dei candidati a dare la vera mazzata al movimento. Loro la chiamano democrazia diretta, ma il senso vero è la non democrazia, poiché a scegliere sono una minoranza di attivisti che alla fine con una mangiata di voti porta candidati al vertice.

È anche il caso del candidato governatore alla regione Sardegna che determina uno stato di cose che il movimento faccia presto a chiudere definitivamente. Il loro candidato, Francesco Desogus è stato scelto con un secondo voto online, vinto con 450 preferenze, dopo che Mario Puddu, ex sindaco di Assemini, si è dovuto ritirare perché condannato per abuso d’ufficio. La candidatura, però, sarebbe dovuta andare di diritto a Luca Piras, secondo classificato alle primissime “Regionarie” che avevano incoronato Puddu. Quindi con solo 450 voti Desogus si è ritrovato candidato alla regione Sardegna.

Secondo i primi dati reali la situazione risulta drammatica. Su 8 sezioni scrutinate su 1840, Desogus si ferma al 9,34% mentre il candidato del centrodestra Christian Solinas è in testa col 47,8%, seguito da Massimo Zedda col 35,6%.

Sia il caso che la macchina oscura della piattaforma sia chiusa per sempre, e i vertici del movimento iniziano a ragionare sul serio per farlo diventare un partito radicato nei territori, altrimenti la fine è veramente vicinissima.