Ven. Set 30th, 2022

Il lupo perde il pelo ma il vizio mai. Cambiano le sigle dei partiti di sinistra, ma la voglia di dissanguare i cittadini italiani colpendoli con sempre nuove tasse, non passa. Nel corso degli anni si è cercato in tutti i modi di far capire alle sinistre, PD compreso, che le tasse vanno alleggerite portando la pressione fiscale non oltre il 20%, in maniera tale da creare le condizioni occupazionali che tanto mancano in Italia. Niente, sono di coccio. Le sinistre vedono in chi produce sempre il nemico d’abbattere. È un classico. Ora si accaniscono sulle case, ricchezza degli italiani dopo anni di sacrificio, ma per le sinistre sono un succulento contenitore dove attingere risorse per far fare cassa allo stato. Il centrosinistra italiano è ancora convinto che i proprietari di casa rappresentino una categoria da spremere a tutti i costi. Eppure questi della sinistra non capiscono che in realtà in Italia gli appartamenti sono un bene diffuso tra i risparmiatori o tra i pensionati, che hanno investito importanti risorse in quell’immobile pur non navigando nell’oro.

Ora il PD con l’alleanza con il M5S stanno tentando di scippare altri soldini dalle tasche di chi affitta le case puntando a toccare nuovamente la casa intaccando, nello specifico, la cedolare secca. Uno strumento di cui possono avvalersi i proprietari di immobili affittati come abitazioni e che consiste nel sottoporre i canoni di locazione a una tassazione forfettaria del 21%, aliquota che scende al 10% per i canoni concordati. Una misura introdotta anni fa dall’ultimo governo Berlusconi e che la sinistra vorrebbe ora ritoccata, in maniera anche pesante. Come spiegato da Franco Vergnano in un articolo su Libero Quotidiano, l’idea è infatti quella di innalzare l’aliquota dal 21% al 26%, in base all’assunto secondo il quale i redditi degli immobili andrebbero tassati come quelli finanziari. La cedolare secca, strumento molto utilizzato in Italia negli ultimi anni, porta vantaggi soprattutto agli inquilini, cosa che non può dirsi invece per il locatore. Già oggi, infatti, in alcuni casi può essere più conveniente affidarsi al regime ordinario. Ancora una volta la casa viene presa di mira per fare cassa. Non bastano le tante tasse che già gravitano sugli immobili da parte di stato e comuni.