Mer. Feb 8th, 2023

ROMA- Stamattina un editoriale diverso, che parla della mia categoria, quella a cui sono legato col cuore e con l’anima perché c’è la passione per questo lavoro. Raccontare per noi giornalisti o scrittore è legato alla passione per la scrittura. E’ un qualcosa di cui non possiamo fare a meno.

Una cosa è la passione per questo lavoro, un’altra è scrivere per sfizio: ciò non è giornalismo. Noi stessi operatori dell’informazione ci rendiamo conto che il giornalismo di una volta non esiste più. Una volta il giornalismo era fatto di tanti sacrifici per raccogliere informazioni per strada. Tutti cercavano la notizia attraverso canali sicuri, e al lettore era resa un’informazione corretta e libera. Anche gli editori erano legati a un’informazione corretta.

La stampa libera e civile è la soluzione del problema che attanaglia oggi il giornalismo. Un problema legato soprattutto al pannello della politica. Sembra che ognuno tiene una tendenza verso questo o quel partito, e gli editori fanno la bandiera andando dove soffia il vento. Noi del web stiamo facendo la differenza, ma non abbiamo gli stessi riconoscimenti degli altri. Nessuno ci aiuta, nessuno ci dà nulla, dobbiamo fare altro per vivere, e con enormi sacrifici manteniamo in vita queste macchine pur di non spegnere la passione che ci lega a questo lavoro.

Noi del web stiamo costruendo il futuro del giornalismo che si basa sulla libera stampa. Facciamo parlare chiunque nonostante non riceviamo nulla da nessuno. Diamo spazio alla voce della politica come la diamo alle associazioni e a chiunque ci chiede di diffondere notizie. Non ci fossilizziamo solamente sui fatti di cronaca, che sono solo un modo per ottenere clik. No, diamo informazione a 360 gradi consapevoli che ci vuole del tempo per crescere, ma a noi interessa il buon giornalismo. È questo il nostro compito: informare il cittadino su tutto. Nello stesso tempo, però, ci prendiamo la libertà di criticare come ci permette la nostra deontologia professionale. La critica è il baluardo del giornalismo, quindi se ai poteri forti non piace, se ne facciano una ragione.

Spesso i giornali sono complici di certi poteri. Avviano macchine del fango che poi si rivelano dei flop. Quando la magistratura fa il suo percorso ci accorgiamo che le notizie che abbiamo letto non era altro che una macchina architetta per pilotare l’opinione pubblica. La magistratura chiude il ciclo delle menzogne con assoluzioni piene o con il fatto non sussiste, demolendo tutto quello che una certa stampa ha scritto per mesi. Peccato, però, che chi è stato infangato non abbia avuto la stessa possibilità di poter parlare del torto subito. Noi questa possibilità la diamo. Far capire all’opinione pubblica che c’era un torto dietro alle accuse, è fondamentale.

In conclusione, la stampa è una parte importante della vita sociale di una nazione, renderla asservita al potere non è più figlia di quel giornalismo che deve rendere al cittadino un’informazione corretta, che dia a tutti la possibilità di poter dire la sua, anche difendersi, l’importante che al lettore arrivi la piena verità e notizie che si basano solamente su fatti accaduti realmente.